È morto Ascanio, l’ultimo degli Spallone
Era medico e proprietario di una clinica a Roma, fratello dell’ex sindaco Mario. Lunedì i funerali
LECCE NEI MARSI. Anche l’ultimo dei fratelli Spallone ha lasciato la vita terrena. Ascanio Spallone, 89 anni, medico, docente universitario, è morto a Roma. E nella capitale, lunedì alle 11, nella parrocchia della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo, in via Gallia, si terranno i funerali. Era il quarto dei cinque fratelli (Mario, Dario, Giulio e Ilio).
Il più schivo, mite di carattere e contrario a ogni forma di palcoscenico. Il contrario esatto di Mario Spallone, l’ex medico di Togliatti, Nenni, Longo e Iotti, vulcanico sindaco di Avezzano e Lecce nei Marsi e proprietario per oltre 25 anni dell’emittente televisiva Atv7. Una diversità che si manifestava anche nell’aspetto: Ascanio una longilinea aristocratica eleganza; gli altri, non alti e di corporatura piuttosto robusta. A lui era toccata la gestione della clinica medica “Vecchia Latina”, mentre a Dario (partigiano e comunista anomalo, come amava definirsi) era andata la “Nuova Latina” e a Mario “Villa Gina”, tutte a Roma, dove gli Spallone erano sinonimo di impero sanitario. Il suo basso profilo ha contribuito a tenerlo lontano da qualsiasi inchiesta giudiziaria che, invece, aveva visto coinvolti gli altri fratelli impegnati nel mondo della sanità. Anche in Marsica Ascanio è stato il meno conosciuto della dinastia Spallone. Pochi lo ricordano. Molti lo hanno conosciuto o rivisto ai funerali degli altri fratelli, ultimo in ordine di tempo quello di Giulio Spallone, a Lecce nei Marsi, qualche anno fa. Era seduto su una panchina con a fianco un vecchio conoscente del paese, Elia; aveva un bastone in mano e si muoveva con qualche difficoltà. Ascanio era il quarto, in ordine di nascita, dei fratelli: il più giovane era Ilio, mentre “in principio” era stato Mario, il patriarca. Lascia due figli Mauro e Gina, pure loro medici. La moglie Elvira De Blasis, che amava sopra ogni cosa, lo aveva lasciato lo scorso anno a marzo. Un colpo, fa rilevare il nipote Alfredo (ex sindaco di Lecce nei Marsi, figlio di Mario) dal quale non si era più ripreso. Sarà l’unico dei fratelli a non riposare a fianco degli altri nella cappella di famiglia nel cimitero di Lecce: in quel cimitero dove “il patriarca”, in una delle sue esaltanti iniziative, fece risuonare, stereofonicamente, musiche classiche e canti gregoriani. Sarà tumulato a Roma. La camera ardente è stata allestita da ieri nella casa di cura “Clinica Latina”, in via Vulci. (d.p.)
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