È stangata sui rifiuti: 800mila euro in più per usare la discarica

25 Marzo 2023

Cogesa alza la tariffa per smaltirli nell’impianto di Sulmona  I 110 euro a tonnellata pagati finora dall’Asm diventano 150 

L’AQUILA. Dove vanno a finire i rifiuti che gli aquilani non differenziano? Nella discarica di Sulmona, che ora è alza il prezzo. Così alla municipalizzata Asm – quindi ai cittadini del capoluogo che pagano la Tari – smaltire la spazzatura quest’anno potrà costare fino a 850mila euro in più del 2022. Cioè 12 euro in più per ogni residente all’Aquila. Questo accadrà se in città non verrà aumentata la percentuale di raccolta differenziata, che nel 2022 si è fermata al 42,80%. Un dato ben al di sotto delle norme e da maglia nera tra le città abruzzesi e non solo.
La stangata dell’adeguamento delle tariffe per il conferimento in discarica è scritta nero su bianco in una nota inviata dal Cogesa – il consorzio peligno dei rifiuti proprietario dell’impianto sulmonese – all’Asm, con la sua proposta di nuovo contratto triennale. Si tratta dell’ultima puntata di uno scontro a tratti feroce tra L’Aquila e Sulmona – che ha coinvolto anche i due sindaci – scoppiato intorno al 31 dicembre scorso, alla scadenza della precedente convenzione per il conferimento dei rifiuti indifferenziati del capoluogo nella Valle Peligna. Ora la palla torna all’Asm, che sta continuando a conferire nella discarica sulmonese di Noce Mattei in virtù di una autorizzazione temporanea.
LA NUOVA TARIFFA
Come scrive l’amministratore unico del Cogesa Franco Gerardini, la tariffa definitiva per il 2023 «verrà stabilita dall’assemblea dei soci». Ma questa «terrà conto degli equilibri economico-finanziari del Cogesa da garantire e dell’incidenza dei futuri costi energetici» e «dovrebbe aggirarsi, per le operazioni di trattamento e smaltimento, in una forbice compresa tra 145 e 150 euro a tonnellata, comprensiva di tributo speciale più Iva, da rivalutare annualmente in conformità con le decisioni che saranno approvate dall’assemblea dei soci del Cogesa». Quindi, se gli aquilani nel 2023 non miglioreranno la differenziata e produrranno la stessa quantità di spazzatura del 2022 – cioè quasi 21.500 tonnellate di indifferenziato – pagheranno tra i 3,1 e i 3,2 milioni di euro per lo smaltimento, cioè 800mila euro in più dell’anno scorso. Ma il Cogesa prova comunque a tendere una mano all’Asm: «Un risultato di miglioramento merceologico dei rifiuti urbani indifferenziati conferiti in discarica potrà conseguire una agevolazione sulla tariffa applicata per il 2023 pari al 5%».
GLI ARRETRATI
Il consorzio peligno torna pure a chiedere gli arretrati. È il fronte aperto per i rifiuti conferiti in discarica nel 2021 e 2022 che, secondo Gerardini, finora ha visto «trattative estenuanti e inconcludenti». Invece dei 110,32 euro a tonnellata pagati dall’Asm per l’indifferenziato del 2021 (cioè quanto previsto dal contratto, secondo la municipalizzata aquilana), ora il Cogesa chiede 120 euro, cifra fissata dall’assemblea dei soci del consorzio. Per il 2022, sempre a fronte di 110,32, ne chiede addirittura 127,27, ossia 120 più l’aumento dovuto all’impennata dei costi energetici. In totale, quindi, L’Aquila dovrebbe ridare indietro al Cogesa circa 700mila euro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA