È di un pescarese l’inno per i bimbi spariti

PESCARA. Che cosa prova un genitore a cui è stato rapito un figlio? Se l'è chiesto Andrea Diletti, 38 anni, compositore e cantautore pescarese che ha trovato una risposta a questa domanda angosciante...
PESCARA. Che cosa prova un genitore a cui è stato rapito un figlio? Se l'è chiesto Andrea Diletti, 38 anni, compositore e cantautore pescarese che ha trovato una risposta a questa domanda angosciante e l'ha trasformata in un brano musicale, "Il Buio", pubblicato nel 2014, che parla di genitori senza pace, senza la «forza di ricominciare», con il cuore «a pezzi», impegnati solo «a cercare», spinti da un'illusione.
Oggi quel brano è diventato un inno a supporto della "Giornata internazionale dei bambini scomparsi", una ricorrenza che viene celebrata oggi a Palermo e, come in Italia, in tutti i Paesi del mondo, dal 1983. E' un modo per sensibilizzare l'opinione pubblica, attraverso una serie di eventi, sulla necessità di sviluppare forme di collaborazione e di coordinamento per proteggere i bambini ed evitare scomparse e rapimenti, che sono otto milioni ogni anno. In Italia l'appuntamento è alle 15 nella sede municipale del capoluogo siciliano, con un incontro promosso dall'associazione Penelope Onlus, per richiamare l'attenzione sui 18.287 minori scomparsi in Italia (1.812 italiani e 16.475 stranieri) dal 1974 al 30 giugno 2015. Il convegno, a cui parteciperà anche Piera Maggio, mamma della piccola Denise Pipitone, scomparsa a Mazara del Vallo nel 2004, sarà aperto e chiuso con "Il Buio", che sta riscuotendo apprezzamenti online (su YouTube) e ha vinto il “Premio Radio Lattemiele” alla finalissima del Cantagiro 2013 e il terzo posto al progetto-concorso "That’s Music 2013". I primi a rimanere colpiti dal brano sono stati «i rappresentanti del Telefono azzurro di Reggio Emilia», spiega Diletti, «e sono stati loro a promuoverlo assieme alle iniziative sul rapimento dei bambini. Così entrai in contatto con l'associazione Penelope, che si occupa di persone sparite nel nulla, e quest'anno hanno voluto che il brano diventasse il contributo musicale del convegno. Come abruzzese è stato un onore occuparmi di questa tematica e credo che anche la musica possa fare la sua parte per denunciare, sensibilizzare, proporre», prosegue Diletti, laureato in Pedagogia e impegnato professionalmente come educatore, con i bambini, da otto anni. «Educare significa coltivare la speranza di un futuro migliore e ogni bambino è una scheggia di futuro che riguarda tutto il pianeta, quindi ogni bimbo perduto nel buio oscura una luce di cui potremmo beneficiare tutti». (f.bu.)

