È il Granchio la pizzeria preferita

Successo del referendum del Centro: in redazione 21.082 schede, votati 61 locali. Anche California e Assamanù sul podio
PESCARA. E’ arrivato al termine il referendum del Centro sulla pizzeria preferita dai lettori. Un gioco che ha visto protagonista uno dei cibi più amati in assoluto, la pizza. Il più trasversale dei cibi, che abbraccia i gusti più disparati.
Il successo riscosso dall’iniziativa è stato tanto e la partecipazione altissima: i tagliandi arrivati in redazione sono stati 21.082, e le pizzerie che sono rientrate in lista ben 61, molte delle quali anche della provincia pescarese.
A darsi battaglia a colpi di farina e mozzarella sono state alcune tra le pizzerie più amate.
Alla fine, a raccogliere più voti e il favore dei clienti è stata la pizza del Granchio Royal, in piazza Le Laudi 2, a Pescara. Un piccolo gioiello incastonato sulla riviera sud, dal sapore tipicamente mauritiano.
Il Granchio ha ottenuto 3.412 voti, ed è salito sul primo gradino del podio, seguito dalla seconda classificata, la pizzeria California con 2.865 voti, e dalla terza qualificata, Assamanù, che con uno sprint finale ha raggiunto i 2.408 voti, sorpassando sul filo di lana Conchiglia Azzurra, ferma comunque a un grande risultato con 2.321 voti.
A decretare il successo del Granchio Royal, oltre all’ambiente curato e al servizio professionale e disponibile, ovviamente la bontà della pizza preparata dal capo pizzaiolo Alberto Aceto e dal suo staff.
Teatino di nascita e pescarese d'adozione, a 47 anni Aceto è ormai un'istituzione nel mondo della pizza, a cui si è avvicinato fin da giovanissimo. Nel 2004 è approdato al Granchio, ed è qui che la sua esperienza e il suo estro creativo hanno dato i frutti migliori.
Tra i suoi cavalli di battaglia, la pizza “Brie”, la “Cascigne”, la “Cacio e pepe”, tutte preparate con un perfetto quanto inedito mix di prodotti tipici, dall’impasto alla farcitura, e tutte cotte nel forno a legna.
«La nostra pizza rimane nella tradizione per quanto riguarda l’impasto», spiega Aceto, «ma grazie alla continuità del lievito madre, ha come vantaggio un’ottima digeribilità e una consistenza leggera e profumata, molto apprezzata dai clienti».
La pizza del Granchio segue la stagionalità dei prodotti con una grande attenzione alla loro freschezza. Per ogni stagione, le abili mani di Aceto creano una nuova pizza che arricchisce il ricco menu delle classiche e stupisce piacevolmente i palati.
Il Granchio Royal, di proprietà del cavalier Filippo Antonio De Cecco, presidente dell’omonimo pastificio, fa parte della struttura di Les Paillotes, composta anche dal Lido delle Sirene e dal ristorante gourmet stellato Cafè Les Paillotes. Un locale fiore all’occhiello della riviera pescarese, conosciuto in tutta Italia e supervisionato da Heinz Beck, chef del ristorante La Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri di Roma.
E se in cucina c’è il resident chef Matteo Iannaccone, a dirigere la struttura da qualche mese è arrivato l’argentino Gabriel Griffa.
«Il Granchio Royal non è solo interno», spiega Griffa, «ma c’è anche la possibilità di cenare all’esterno: nel giardino, con la cena sul prato, o in spiaggia. Per accompagnare la vostra pizza preferita, il Granchio è fornito di un’ampia scelta di birre speciali, internazionali e artigianali. Il servizio in sala, sempre accogliente e professionale, si prodigherà per realizzare le vostre richieste».
Il ristorante offre anche il servizio di Pizza Party, oltre a feste di compleanno e aziendali, con possibilità di discoteca con impianto luci e audio.
Intanto, se l’estate 2014 ha visto come protagonista la pizza alici, fiori di zucca e mozzarella, che è stata la rivelazione della passata bella stagione e la più richiesta, la nuova proposta del 2015 è la pizza “Aceto”, un mix di mozzarella, insalatina, bresaola scottata in padella e aceto balsamico, oltre ai peperoni secchi.
«A questa idea per l’estate appena iniziata», conclude Griffa, «si aggiunge la possibilità di provare un impasto integrale, che segue l’evoluzione delle farine alternative, rimanendo sempre nel solco della tradizione». (d.s.m.)
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