È morta la scrittrice Carbone Oggi l’addio alla Stella Maris

4 Maggio 2022

PESCARA. Voleva raccontare la sua vita straordinaria in un libro, ma la biografia, appena accennata, resterà un'incompiuta nei cassetti della memoria. Era l’ultimo desiderio di Restituta Carbone,...

PESCARA. Voleva raccontare la sua vita straordinaria in un libro, ma la biografia, appena accennata, resterà un'incompiuta nei cassetti della memoria. Era l’ultimo desiderio di Restituta Carbone, scrittrice, storica, attrice teatrale, conduttrice tv, originaria del Frusinate, morta ieri notte all'età di 86 anni nella sua casa di Spoltore. Era stata dimessa dall’ospedale dove era stata ricoverata ai primi di aprile per un malore. I funerali dell’autrice di “La notte di San Lorenzo una stella”, il suo primo romanzo, “Vittoria Colonna D'Avalos”, e “Passioni ardenti”, si terranno oggi alle 15 nella chiesa della Stella Maris, in via Scarfoglio. Due matrimoni, con Giulio Del Federico e Franco Troiano. Lascia i figli Luca e Lorenzo Del Federico e Dante Troiano, i nipoti Andrea, Caterina, Giulio, console all'Avana, e Lucrezia. La salma riposerà nella cappella di famiglia, al cimitero dei Colli. Nata a Sora il 26 ottobre 1935 da papà Enrico, dirigente del sapone Scala e mamma Clelia Lilla (la famiglia si è trasferita per lavoro a Pescara nel secondo Dopoguerra), Restituta (dal nome della patrona di Sora), detta Tina, frequenta il liceo Classico D'Annunzio e dà corpo alle sue passioni. Da conduttrice delle prime tv commerciali pescaresi a direttrice dell’Avon, da attrice con la Società del Teatro e della Musica di Lucio Fumo a scrittrice di saggi e romanzi, tra cui una trilogia dedicata all’erotismo. «Ha iniziato a scrivere 25 anni fa e non si è più fermata, ha lasciato a metà la sua biografia», racconta commosso il figlio Luca, 57 anni, commercialista, «amava D'Annunzio, per questo abbiamo scelto di officiare il rito alla Stella Maris. Aveva una grande voglia di vivere, fino a un mese fa stava benissimo. Con Restituto Ciglia, mio professore di Storia dell’arte scherzava sui loro nomi, sollecitava i ragazzi a preferire i libri ai social. Era una mamma speciale e ci mancherà il suo spessore culturale». (c.co.)
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