È morto in mare il professore scomparso

Filippo Canci, 71 anni, trovato da carabinieri, capitaneria e vigili del fuoco vicino agli scogli. La procura ha disposto l’autopsia
FRANCAVILLA. È stato ritrovato in mare, poco dopo l'alba di ieri mattina, il corpo senza vita di Filippo Canci, il 71enne di Chieti, ex professore del liceo scientifico Masci, improvvisamente scomparso nel pomeriggio di mercoledì davanti alla costa di Francavilla.
A individuarlo, intorno alle 7,30, sono stati i carabinieri di Francavilla e di Chieti, che hanno lavorato a braccetto nelle operazioni di ricerca, insieme ai vigili del fuoco di Chieti, alle motovedette della capitaneria di porto di Pescara e di Ortona e al nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Teramo. Proprio l'intervento di quest'ultimi è stato indispensabile per liberare il corpo di Canci dalla scogliera nella quale era rimasto incastrato.
L'allarme circa la sua scomparsa era stato lanciato dalla moglie nella serata di mercoledì, poco prima di cena. Da quello che si apprende i due sarebbero andati al mare insieme già dalla mattina. Poi, nel pomeriggio, l'uomo le avrebbe detto di andare a fare una passeggiata, dalla quale però non è più tornato. Secondo quanto ricostruito, Canci avrebbe lasciato sotto l'ombrellone del lido Venus, sulla riviera di viale Alcione, non molto distante dalla sua casa di Francavilla, i suoi indumenti. Quindi, si sarebbe immerso in acqua.
Da quel momento, di fatto, si sono perse le sue tracce, nonostante che gli elicotteri già nella serata di mercoledì si siano alzati in volo per perlustrare la zona. Al momento del ritrovamento, avvenuto all'interno di una scogliera posta davanti al lido da cui Canci era partito, l'uomo aveva ancora addosso il costume. Un particolare che andrebbe ad avvalorare la tesi di un malore.
Secondo il quadro disegnato dagli inquirenti, il 71enne residente a Chieti si sarebbe diretto da solo in acqua, nonostante che le condizioni meteo non fossero delle migliori. Proprio in quel momento, sulla zona imperversava un violento temporale, che però non ha impedito all'uomo di tuffarsi in mare.
Sul suo corpo, almeno in prima battuta, non sembrerebbero esserci dei segni di violenza che possano lasciar pensare a una colluttazione avvenuta prima del suo ingresso in acqua.
L'ipotesi di un annegamento allo stato attuale rimane, tra tutte, la meno plausibile, ma resta da capire se la morte sia avvenuta per cause naturali o se possa esser stata provocata da un impatto contro la scogliera, magari a seguito di una caduta. Per questo, il pm Giuseppe Falasca, dopo l'esame esterno del cadavere avvenuto ieri mattina a seguito del ritrovamento, ha disposto l'autopsia. L'incarico è stato affidato al medico legale Cristian D'Ovidio, che nei prossimi giorni avrà il compito di fare chiarezza sulle cause che hanno portato alla morte del professore.
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