È morto Mario Grosso il papà della ragazza sparita

FRANCAVILLA. Per più di 18 anni si è battuto come un leone per conoscere la verità su sua figlia Donatella, scomparsa nella notte del 27 luglio 1996 dopo essere stata vista allontanarsi a bordo dell’...
FRANCAVILLA. Per più di 18 anni si è battuto come un leone per conoscere la verità su sua figlia Donatella, scomparsa nella notte del 27 luglio 1996 dopo essere stata vista allontanarsi a bordo dell’auto del fidanzato da Francavilla a Pescara. Ma non ce l’ha fatta Mario Grosso, professore in pensione di 83 anni, che ieri è morto all’ospedale di Viterbo, città dove in tutti questi anni ha continuato ad abitare con la moglie Tina, pur tornando ogni estate in via Monte Velino, a Francavilla, nella casa dove aveva abitato Donatella e da dove la studentessa di Lingue si era allontanata quella maledetta notte del ’96. Una scomparsa piena di dubbi e misteri contro i quali i genitori di Donatella non hanno mai smesso di battersi.
Proprio mercoledì, dopodomani, Mario Grosso sarebbe tornato a Pescara dove, assistito dal suo legale, l’avvocato Giacomo Frazzitta, avrebbe dovuto incontrare il procuratore capo per chiedergli, reduce dalla sesta richiesta di archiviazione, di non chiudere il caso. E per fornire ancora una volta nuovi elementi e spunti di indagine. «Non ci sarà lui ma verrò io», assicura al telefono l’avvocato Frazzitta, disposto più che mai a proseguire la battaglia di Mario Grosso. «Mercoledì sarò comunque a Pescara per chiedere che venga acquisito il Dna dal frammento di impronta rilevata sul francobollo della lettera inviata da Donatella ai genitori», spiega il legale. «Se è vero che quel frammento non è utilizzabile per la comparazione, è però vero che è utilizzabile per tirarne fuori il Dna».
Intanto oggi alle 16 i funerali di Mario a Viterbo. Nella chiesa della Verità. (s.d.l.)
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