È morto Mastrangelo tra i protagonisti delle estati pescaresi

Pescarese di piazza Duca degli Abruzzi, aveva 66 anni Il sindaco: se ne va un altro amico delle partite all’Orsa
PESCARA. Era lui il centravanti più «giocherellone e spiritoso» dei Los Petos Scalzos, la mitica squadretta di calcio che furoreggiava sulle spiagge pescaresi negli anni ’70, cambiando di volta in volta i suoi protagonisti.
Ma sabato pomeriggio Piero Mastrangelo, 66 anni, pescarese di piazza Duca degli Abruzzi, rappresentante di materiali edili, ha perso la sua partita più importante: quella con la vita.
Se ne è andato nella sua abitazione, nel quartiere che lo aveva visto crescere, dopo aver combattuto per tre anni contro un male insidioso.
Lascia la moglie Federica, i figli Antonio e Carlo. I funerali si svolgeranno domani alle ore 10,30 nella chiesa Regina della Pace di via Raffaello Sanzio.
Il sindaco Carlo Masci, che all’epoca, giovincello, scendeva in campo con Mastrangelo e l’altro caro amico, lo scomparso Nicola Rabuffo all’Orsa Maggiore, è stato uno dei primi a ricordare sui social quei giorni elettrizzanti e indimenticabili: «Un altro amico ci ha lasciato», ha scritto il sindaco, «uno di quelli delle giornate spensierate al mare di tanti anni fa, delle partite infinite a Los Petos Scalzos, del tifo appassionato per il Pescara, di un altro mondo, delle strette di mano, dei sorrisi, della messa beat alla Madonna del Rosario, delle giornate allo Scoiattolo, proprio un altro mondo, quello che ti lascia legami che ti rimangono per sempre». Commossi e addolorati, i cugini, la giornalista Paola Mastrangelo e il fratello Alberto, collega di lavoro nell’azienda fondata da uno zio. «Era una persona che amava socializzare», ricorda Alberto, «molto legato ai suoi amici, era un grande sportivo, non rinunciava mai alle partitelle».
Mimmo Liberatore, agente di commercio ed ex Los Petos, rimarca quel «carattere gioviale, sempre pronto alla battuta spiritosa, di Piero conservo un ottimo ricordo. Ci siamo voluti molto bene».
Poi il pensiero corre a quei giorni felici di qualche decennio fa: «Piero era il centravanti, avevamo sui 18-25 anni. Della squadra, all’epoca, fine anni ’70, faceva parte Nicolino De Luca, Carlo Scurti, Emilio Piscione, Maurizio Umani. Piero giocava spesso con il sindaco Masci, all’epoca giovanissimo, lo consideravamo la nostra mascotte. Poi tutti, a suonare la chitarra con don Palmerino Di Sciascio o al ristorante Lo Scoiattolo di via Cavour. Il tempo cambia le vite, fino a 10 anni fa ci vedevamo, sempre per una partitella, nei campetti dell’antistadio di Sambuceto o in un centro sportivo della Vestina».
C’era spazio anche per giocose scazzottate come ricordano i fratelli Mario e Claudio, altri protagonisti dei Los Petos Scalzos negli stabilimenti “È nata una stella” o da Eriberto.
Sui social, Giorgio Scimia, rimembra che Piero Mastrangelo «giocava sempre e solo con il sinistro ma tirava certe bordate da sfondare la rete a piedi scalzi sulla sabbia».
Ezio Tucci, titolare dello stabilimento Il Moro, ha nella mente quelle «partitelle a carte che Piero faceva con mio papà Amerigo» scomparso nell’ottobre scorso.

