È morto Sclocco il prof innamorato di Villa del Fuoco

29 Marzo 2017

Docente di Statistica in pensione, colto e amato dagli allievi Era cresciuto nel quartiere impegnandosi per la comunità

PESCARA. Ci sono uomini che nella loro vita, senza clamori, costruiscono ponti ideali. Tra passato e presente, cultura e quotidianità, conoscenza e futuro, studio e bellezza. E lasciano una traccia discreta e indelebile nelle menti e nei cuori di chi ha avuto la fortuna di conoscerli, di condividere con essi un tratto di strada.

Tonino Sclocco era una di queste persone. Docente di Statistica dell’ateneo d’Annunzio in pensione da un paio di anni, Sclocco è morto ieri all’ospedale di Pescara a 72 anni, vinto da una malattia contro cui ha combattuto per 24 mesi con coraggio. Accanto a lui, sempre, la moglie Ivana, del cui dolore e fatica nel seguire il decorso del suo male era «costantemente preoccupato», raccontano i parenti. E i figli, Roberta, brillante ingegnere biomedico ricercatrice a Boston, e Paolo, da poco laureato in ingegneria meccanica. Poi i nipoti che lo adoravano, fratelli, amici, colleghi, i suoi cari studenti. In tanti – come hanno potuto: col pensiero, con affetto, con azioni – hanno voluto non lasciare mai solo questo uomo colto e gentile, pescarese di Villa del Fuoco, dunque «un fochese», come fino a non molto tempo fa, mostrando con orgoglio un forte senso di appartenenza, si presentavano gli abitanti del quartiere tra i più vecchi del capoluogo adriatico, a cui lui era profondamente legato e dove oggi, alle 16 nella chiesa Madonna del Fuoco si terranno le esequie.

Da diversi anni, la famiglia Sclocco era andata ad abitare a San Giovanni Teatino, e il professore si era dunque allontanato da quello spicchio di città dove era nato e cresciuto, figlio di Cesare, operaio per vivere e inventore geniale per passione, e Vittoria, casalinga e mamma a tempo pieno, nato dopo Anselmo e prima di Maria e Marilena. Innamorato dello studio, sin da ragazzo però si era dedicato alla vita del quartiere, insieme a un amico e personaggio storico di Pescara, Plinio Pelagatti, era stato l’anima dell’associazionismo a Villa del Fuoco, dando vita a molte attività culturali e sportive soprattutto per i ragazzi, fino a diventare presidente dell’allora Circoscrizione 3 e lasciando il testimone, una ventina di anni fa, a una delle nipoti predilette, Marinella Sclocco, avviata dunque da lui alla politica, attività che oggi svolge a tempo pieno nel Pd e anche come assessore regionale alle Politiche sociali.

Dopo gli studi di statistica a Roma era rimasto nel mondo accademico, diventando ordinario alla facoltà di Economia della d’Annunzio e a insegnare anche a Psicologia e Scienze manageriali, facoltà che contribuì a fondare, componente del Senato Accademico, direttore di Dipartimento, presidente e promotore di diversi corsi di laurea, ultimo quello in Economia, mercati e sviluppo. Nell’università e nell’insegnamento lascia l’impronta più potente. Mite e tenace, era venerato dagli studenti e amato dai colleghi. Sua l’impresa di aprire ai bambini l’ateneo con il progetto Unibam: per un decennio, una settimana all’anno, alunni di elementari e medie si ritrovavano a lezioni di chimica, statistica e altre ostiche materie spiegate loro con la semplicità ed l’efficacia che solo i sapienti autentici posseggono.

“Mostrarsi semplici… è l’arte suprema del mondo”, affermava Sergej Esenin. Con questa citazione proprio i colleghi di Statistica aprono la loro lettera di addio al professore. «Tonino ci ha lasciato», scrivono. «Una luce che, dagli anni Settanta, ha illuminato le menti di uomini che oggi ricoprono cariche di spicco nella società. (...) Gli studenti e i colleghi che grazie a lui hanno costruito il proprio futuro, lo ringraziano per quanto è stato in grado di insegnare. Era un uomo semplice, ma di immensa saggezza. Nella sua attività accademica si è sempre distinto per la grande capacità di ascolto. L’uomo Tonino aveva un altissimo senso dell’istituzione. Il professore Tonino Sclocco è stato sempre attento e rigoroso, vivace nell’analisi dei particolari e determinato nella ricerca scientifica. Per tutti noi è sempre stato un punto di riferimento, consigliere per gli altri ma mai per se stesso, generoso e opportuno. (...) Ci mancherà Tonino, l’uomo semplice e gentile, il compagno del caffè, delle serate conviviali e delle vivaci discussioni».

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