È record di accessi al Pronto soccorso

4 Settembre 2018

La sede di Pescara prima in Abruzzo. In difficoltà Penne e Popoli

PESCARA. È del Pronto soccorso dell’ospedale civile Santo Spirito di Pescara il record di accessi per l’anno 2017. Dei 520.929 accessi complessivi accertati dall’agenzia sanitaria regionale in tutti i Pronto soccorso d’Abruzzo, ben il 18% è stato effettuato nell’ospedale civile di Pescara.
Il Pronto soccorso del capoluogo adriatico ha avuto la bellezza 95.962 accessi in tutto il 2017: il 49,8% degli ingressi ha riguardato un codice verde, il 45,2% un codice giallo, il 2,9% un codice bianco e solo il 2,1% un codice rosso.
L’agenzia sanitaria regionale ha stimato anche la quota di accessi al Pronto soccorso a rischio inappropriatezza: vale a dire quelli classificati come codice bianco (non urgenza) e di quelli codificati come codice verde (urgenza differibile). La percentuale accessi a rischio di inappropriatezza per codice bianco alllo Spirito Santo si è attestata nel 2017 al 2,8%, ben sotto la media regionale che è del 4,4%.
Il rischio inappropriatezza sale invece sui codici verdi al 28,1%, in linea con la media regionale attestata al 28,7%. Un’altra statistica interessante tracciata dall’agenzia sanitaria regionale riguarda la percentuale degli accessi in Pronto soccorso ripetuti nelle 24 ore successive alla dimissione del paziente.
Una casistica che in base ai parametri studiati dall’agenzia sanitaria regionale potrebbe indicare due fattori: o che il precedente trattamento in pronto soccorso non è risultato adeguato alle condizioni cliniche del paziente, o che non è stata individuata con precisione la diagnosi del paziente.
L’indicatore è stato calcolato basando come numeratore gli accessi in Pronto soccorso ripetuti dalla stessa persona nello stesso Pronto soccorso e come denominatore gli accessi in Pronto soccorso con esito dimissione a domicilio.
Lo Spirito Santo di Pescara, in questa particolare graduatoria, si attesta al 9,2%, poco più di un punto percentuale sopra la media regionale pari al 8,3%. Capitoli a parte meritano gli ospedali di Penne e Popoli.
Entrambe le strutture sono oggetto della nuova articolazione della rete ospedaliera, organizzata in base al principio delle reti cliniche integrate. Il San Massimo di Penne, così come l’ospedale di Castel di Sangro, è stato riconvertito a ospedale di zona particolarmente disagiata. L’ospedale di Popoli, così come quello di Atessa, è tra gli ospedali a bassi volumi di attività, con contestuale identificazione delle modalità e dei tempi di riconversione.
Il Pronto soccorso del San Massimo di Penne ha fatto registrare 12.387 accessi nel 2017, il 2,4% del totale regionale. Degli oltre 12mila accessi al Pronto soccorso dell’ospedale vestino, il 76,3% è rappresentato da codici verdi, segue con il 18,5% la percentuale dei codici gialli. I codici bianchi rappresentano il 4,9% ed i rossi lo 0,3%. Riguardo le quote degli accessi a rischio inappropriatezza, Penne ha fatto registrare il 4,7% sui codici bianchi e il 40,9% sui così verdi.
In base alle analisi dell’Agenzia sanitaria regionale, al Pronto soccorso di Penne spetta nel 2017 il record degli accessi in Pronto soccorso ripetuti nelle 24 successivi dalla stesso paziente. La percentuale del Pronto soccorso vestino si attesta al 13,6%.
Le cifre dell’ospedale di Popoli poco si discostano da quelle fatte registrare nel capoluogo vestino. Il Santissima Trinità nel 2017 ha visto 11.791 accessi: 4,9% di codici bianchi, 26% di codici gialli 26%; lo 0,6%, di codici rossi e il 70,4% di codici verdi.
Per il 2018 è scontato che il numero degli accessi al Pronto soccorso di Pescara supererà agevolmente quota 100mila.
I Pronto soccorso di Penne e Popoli, in continua carenza di personale, faticano sempre più a rispondere alle esigenze dei rispettivi territori e sempre più le persone si rivolgono direttamente al presidio del capoluogo adriatico.
L’agenzia sanitaria regionale ha monitorato anche le percentuali di accessi ai Pronto soccorso per modalità di arrivo: a livello regionale il 74,8% degli utenti è arrivato in pronto soccorso con mezzi personali o di accompagnatori e solo l’11,1% ha fatto ricorso all’utilizzo dell’ambulanza.
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