«È sbagliata la scelta dei sindaci»

9 Ottobre 2021

Il comitato dei residenti: inutile un’azione legale contro la decisione del Tar

PESCARA. Ricorrere al Consiglio di Stato contro l'ordinanza del Tar, per il presidente del comitato Strada Parco Bene Comune Ivano Angiolelli, è «una scelta completamente sbagliata, che non giova a nessuno e segnerà la debacle della classe dirigente pescarese, a prescindere dalla sorte che il Consiglio vorrà riservargli». «Sulla lunga vicenda kafkiana della filovia», sottolinea Angiolelli, «è calato il buio pesto. Neppure la chiarissima ordinanza del collegio giudicante del Tribunale amministrativo Regionale, pubblicata il 29 settembre, è servita ad aprire gli occhi e la mente della Giunta comunale, a cui l'impegno dei cittadini e la lungimirante decisione dei giudici aveva offerto l'opportunità di modificare un progetto clamorosamente sbagliato, a favore di un'alternativa davvero realizzabile e sostenibile». Per Angiolelli «con la scelta di ricorrere al Consiglio di Stato, il sindaco Carlo Masci ha sancito che “non sussistono alternative praticabili” al progetto illogico Filò, ponendo in questo modo a rischio tangibile di revoca il finanziamento del primo lotto, insieme a quello non ancora autorizzato di 62 milioni di euro dei lotti aggiuntivi, ipotizzati nel progetto preliminare sottoposto all’approvazione del ministero dei Trasporti il 15 gennaio scorso. Col diktat della Lega», prosegue, «il sindaco ha deciso di assumere su di sé la responsabilità politica di patrocinare un fallimento conclamato, gravido anche di conseguenze dannose in ordine alla sicurezza dei cittadini che il Comitato Strada Parco Bene Comune confida di poter tutelare in tutti i possibili gradi di giudizio. A nostro avviso, il ricorso segnerà la debacle di un'intera classe dirigente, ma allo stesso tempo questa scelta sconsiderata intrapresa priverà in via definitiva Pescara di un servizio di trasporto pubblico essenziale atteso vanamente da trent’anni. Il Comune», sottolinea Angiolelli, «ha disperso l’ennesima opportunità favorevole promossa dai cittadini con grande sacrificio e passione civile. Ostinarsi nel mancato ascolto delle istanze civiche pluriennali, confermate nella loro fondatezza dalle decisioni puntuali assunte dal Tar, non porterà nulla di buono al benessere complessivo di Pescara. Il vertice di ieri si è chiuso, insomma, a danno grave della città». Sulla questione filobus, precisa che «è stato fatto un preordine che non equivale ad un contratto di acquisto con penali». (a.d.f.)