1986: la Facar e quei 2.500 tifosi a Caserta

6 Giugno 2019

Il ricordo dello spareggio in Campania con il Cagliari. Il tecnico Perazzetti: per noi fu un vero tripudio

PESCARA. Febbre, ed entusiasmo sono i termini che in questi giorni vengono abbinati all’interesse per il basket cittadino. Un momento particolarmente esaltante, quello della pallacanestro pescarese, che riporta alla mente un precedente indimenticato, quello del 5 giugno 1986. Il quel giorno la Facar Pescara vinse lo spareggio, a Caserta, contro la Vini Sardegna Cagliari per 83-77 e conquistò la prima storica promozione in A2, unitamente a Citrosil Verona e Spondilatte Cremona, storiche corazzate della serie B di allora. Anche quella squadra era allenata, come oggi, da un giovane tecnico pescarese, Marcello Perazzetti, all’inizio di una lunga e brillante carriera da allenatore, che ricorda le particolari emozioni di allora dopo aver vissuto anche lui i momenti dell’Amatori attuale. «Durante la stagione l’entusiasmo crebbe gradualmente», ricorda Perazzetti, «riuscimmo a vincere 12 gare consecutive, una delle quali memorabili contro la Valentino Roma allenata da Giancarlo Primo (ex tecnico della Nazionale), e le attenzioni esplosero, per arrivare poi allo spareggio contro Cagliari che valeva la prima volta della A2 per Pescara». Per quell’appuntamento, lontano da Pescara (a Caserta) ci fu un improvviso enorme seguito. «A Caserta fu una sorpresa grande trovare 2.500 tifosi venuti da Pescara con 24 pullman oltre alle auto private, e per noi fu un tripudio. Ma poi il mondo imprenditoriale pescarese non aiutò il basket, forse perché in quegli anni erano diverse le discipline sportive che erano in A (calcio, basket, pallavolo, pallanuoto, pallamano) e le sponsorizzazioni si disperdevano o venivano assorbite dagli altri sport. Oggi mi auguro che questi momenti di entusiasmo e di risultati procurino un aiuto anche alla società in termini economici per mantenere certi livelli, che gli operatori si avvicinino, ed in questo sarebbe opportuna una buona opera di persuasione da parte della pubblica amministrazione. La gente la richiami con i risultati, e speriamo che questo sia un trampolino di lancio da sfruttare».
Di quella squadra era capitano Piero Dindelli che considera quella promozione una delle più belle soddisfazioni raccolte nella sua lunga carriera. «C’era un entusiasmo cresciuto strada facendo, quando stavamo per raggiungere un risultato non preventivato. Un’esperienza intensa che ha creato molte amicizie che ancora coltivo. Vivevo a Chieti, ma mi bastavano le attenzioni ed il tifo durante le partite per percepire il calore della gente nei nostri confronti. Sono tornato dopo diversi anni a vedere questi play off su invito di Nicola Ricotta (compagno ed ex allenatore) e devo dire che non pensavo ci fosse a Pescara un clima così acceso, evidentemente nato nelle ultime gare giocate; i risultati ottenuti, contro avversari qualificati, lasciano ben sperare, e il movimento non può che trarne vantaggio». Il pescarese Alfredo Patricelli era un giovane emergente alla corte di Perazzetti di quella Facar. Oggi è il tecnico del Torre de’ Passeri, e ricorda con particolare piacere la promozione in A2: «Un incredibile coinvolgimento, una febbre cresciuta nell’ultimo mese di campionato», ricorda Patricelli, «quando avevamo il pubblico ad assistere anche agli allenamenti. Ieri come allora, quando Pescara lotta per qualcosa, il pubblico si infiamma. È un momento che va sfruttato, soprattutto per avvicinare gli imprenditori e assicurare in via continuativa l’attività cestistica ad alti livelli, che la città merita».
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