A 18 famiglie in difficoltà le case confiscate ai rom

18 Agosto 2020

Il Comune presenta un piano al ministero per aiutare indigenti ed ex malati Covid Subito disponibili tre appartamenti, ma serve un finanziamento di 130mila euro

MONTESILVANO. Tre appartamenti confiscati alla criminalità, 18 montesilvanesi in difficoltà, 12 mesi di attuazione e 130mila euro circa di fondi necessari. Sono questi i numeri del progetto presentato al ministero dell’Interno dal Comune di Montesilvano per mezzo dell’Azienda speciale per i servizi sociali, con l’auspicio di ottenere il necessario finanziamento attraverso i Fondi Unrra 2020.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di mettere a disposizione tre appartamenti confiscati dal ministero dell’Interno e assegnati al Comune di Montesilvano, da 6 posti ognuno, per persone in condizioni di disagio economico e/o sociale, ex malati Covid o disoccupati che hanno perso il lavoro a causa dell’emergenza sanitaria o, più in generale, appartenenti a fasce sociali fragili, al fine di sperimentare il co-housing, un modello di abitare collaborativo nato in Scandinavia più di cinquant’anni fa.
«Il progetto si propone di rispondere ai bisogni dei cittadini e delle famiglie che si trovano in una situazione di emergenza abitativa e che necessitano di ripartire da un punto fermo, ovvero la disponibilità di un’abitazione, per riprogettare la propria vita», si legge nella scheda progettuale al vaglio del ministero, «la soluzione abitativa del co-housing unisce i vantaggi tradizionali di una casa con quelli di una realtà basata sulle relazioni sociali una condivisione di spazi, servizi e valori che permette un arricchimento personale realizzabile grazie alla formazione di un gruppo animato da valori collettivi e solidali».
Tre gli immobili nelle disponibilità del Comune di Montesilvano che, in caso di finanziamento ministeriale, verranno utilizzati e che saranno scelti tra la villetta di via Mincio 14, l’appartamento di via Isonzo 6, tre edifici in via Vestina e due su corso Umberto.
Ogni gruppo-appartamento potrà contare sulla presenza di un educatore professionale, un assistente sociale e uno psicologo che offriranno il loro supporto agli utenti con l’obiettivo di accompagnare ognuno di loro in un percorso di reinserimento nella società. Il progetto, infatti, è orientato proprio al progressivo abbandono di ogni forma di assistenzialismo, così da consentire alle 18 persone in difficoltà, che saranno accuratamente selezionate dagli operatori e che entreranno a far parte del piano, di poter riprendere in mano la propria vita al termine del periodo di sostegno.
«Si tratta di un intervento meritevole», evidenzia il sindaco Ottavio De Martinis, «che tutela alcune fasce sociali. Questa amministrazione comunale è molto attenta alle categorie disagiate e in questo periodo di emergenza sanitaria e di conseguente crisi economica speriamo che il progetto possa essere finanziato per dare sollievo ai nostri concittadini in difficoltà».
Quanto ai fondi richiesti, il Comune ha stimato in circa 130mila euro le risorse necessarie per attuare il progetto, compresi i compensi dei professionisti, le spese per l’acquisto dell’arredamento e di tutto ciò che sarà necessario alla vita quotidiana degli ospiti, come cibo e abbigliamento. È previsto anche un cofinanziamento garantito dall’Azienda speciale attraverso la messa a disposizione di un coordinatore di progetto per tutta la durata dell’iniziativa, ossia un anno, da gennaio a dicembre del 2021.
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