A 75 anni molesta la giovane vicina

12 Gennaio 2019

Penne. La donna ha dovuto cambiare casa con marito e figlia, ma lui ha continuato a perseguitarla. Condannato a 2 anni

PENNE. Ha molestato e perseguitato una donna di 35 anni per ben cinque anni, rendendole la vita un inferno.
Un 75enne di Penne, A.D.A., è stato per questo motivo condannato dal tribunale di Pescara a due anni di reclusione, a risarcire la vittima dello stalking di 4mila euro e al pagamento delle spese legali e processuali. Per la giovane donna, V.V., difesa dall’avvocato Federico Bianchi, la sentenza del 10 gennaio scorso, emessa dal giudice Giovanni de Rensis, è stata la fine di un incubo.
Un calvario iniziato nel 2012 e proseguito fino all’estate del 2017. L’uomo l’importunava, la offendeva e a volte, addirittura, le impediva fisicamente di rientrare nell’appartamento della palazzina dove viveva anch’egli. Spesso e volentieri, come emerge dagli atti, la donna è stata offesa dal 75enne anche in presenza di altre persone, all’interno di attività commerciali in pieno centro cittadino. Parolacce, minacce, mani appoggiate sulle spalle, frasi ingiuriose.
A seguito di questa situazione oramai divenuta invivibile, dopo svariate querele nei confronti dell’uomo, la donna è stata anche costretta a lasciare l’abitazione di proprietà e ad andare a vivere insieme a suo marito e alla sua bimba in un’altra casa, in affitto. Inoltre, in più di un’occasione la donna è stata costretta a dover chiedere l’intervento dei carabinieri.
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, gli atti intimidatori e persecutori del condannato sono iniziati dopo il matrimonio della giovane donna e sono continuati in maniera pressoché costante provocando nella 35enne pennese attacchi di panico, ricorrenti stati d’ansia e un’evidente condizione di disagio e di timore per la propria incolumità. Uno stato d’ansia e di paura che ha costretto V.V. a cambiare le proprie abitudini, a farsi accompagnare a casa nel timore di rientrare a casa da sola e di ritrovarsi quell’incubo davanti. Un disagio psichico e fisico che ha costretto la vittima degli atti persecutori anche a ricorrere a cure farmacologiche per superare il trauma.
Il 75enne, condannato per i reati di stalking, violenza privata e diffamazione, da ottobre 2017 era già sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati da V.V. e dai suoi prossimi congiunti (abitazione, luoghi utilizzati per attività di studio, lavoro e svago) con specifico divieto di avvicinamento (distanza minima 50 metri) e di comunicazione con quest'ultima con qualsiasi mezzo.
Adesso, il condannato ha a disposizione 15 giorni di tempo per presentare ricorso contro la sentenza di primo grado emessa dal tribunale di Pescara.
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