A “Centrissimo” un Abruzzo per cantare, da LagaBrigante a Melozzi. Tante risate con ’Nduccio

foto di Giampiero Lattanzio
Piazza del Plebiscito esplode in un coro unico per i grandi artisti sul palco. E l’umorismo popolare di D’Aurelio conquista un pubblico gigantesco
TORRE DE’ PASSERI. La musica di piazza del Plebiscito arriva ovunque, percorre le strade di Torre de’ Passeri – stracolme, di persone e di cibo – e si mescolano magicamente con le parole, le risate, le riflessioni della terrazza di piazza Papa Giovanni XXIII. Il vernacolo dissacrante di ’Nduccio incontra il dialetto sentimentale e intimo di Setak, ma sono due intonazioni della stessa lingua, due voci per un solo racconto dove, stretti in una piazza in cui non entrava più neppure uno spillo, la musica e la comicità, la canzone popolare e il racconto quotidiano hanno costruito l’immagine di un Abruzzo dai mille volti, dalle mille anime. Il grande spettacolo di ieri, con la conduzione di Walter Nanni a fare da filo conduttore, questi volti ha provato a raccontarli tutti. La magia di LagaBrigante, con il suo folk, ha aperto le danze e riscaldato la piazza trasformando la lingua popolare in un’esplosione di rock energico e irresistibile.
La band folk rock teramana, attiva dal 2016, richiama già dal nome i tesori naturali dei Monti della Laga, nel territorio teramano che diventa una fetta del grande racconto musicale di ieri sera. Poi, le risate con’ Nduccio: sale sul palco trasformando le scene di vita quotidiana più banali in dei momenti di ilarità pura, geniale: il suo Abruzzo raccoglie in piazza i giovanissimi e i veterani della sua comicità, e anche quelle risate, all’unisono, diventano una forma musicale, un’enorme orchestra che prepara, con il suo entusiasmo, il terreno per l’arrivo di Setak. E allora inizia lo spazio delle emozioni, dell'intimità, la carica potente, ritmata, autentica di una firma unica del panorama musicale italiana, ma tutta abruzzese. E il pubblico lo segue, cantando, mentre Nicola Pomponi inanella i suoi successi.
Il gran finale è riservato a chi, della musica popolare abruzzese, del canto della regione nella sua espressione più pop e nazionalpopolare, ha fatto un marchio di fabbrica: la grande festa del Centro si chiude con il pubblico raccolto per cantare ed emozionarsi con il maestro Enrico Melozzi, l’altra quota teramana che dalla provincia abruzzese è arrivato in tutta Italia e oltre: quello stile, quella grinta, quella musica ormai inconfondibile ha fatto scendere il sipario sui grandi concerti di piazza del Plebiscito, prima del dj set.
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