A Chieti abbraccia Di Primio e attacca D’Alfonso e Masterplan

4 Febbraio 2019

CHIETI. A tirare la volata al candidato di centrodestra Marco Marsilio ieri a Chieti è stato il sindaco Umberto Di Primio. Ha dato appuntamento ai suoi all’auditorium Cianfarani che però non è...

CHIETI. A tirare la volata al candidato di centrodestra Marco Marsilio ieri a Chieti è stato il sindaco Umberto Di Primio. Ha dato appuntamento ai suoi all’auditorium Cianfarani che però non è riuscito a riempire. Marsilio, arrivato con oltre un’ora di ritardo a causa del precedente incontro con gli architetti a Pescara, becca il primo applauso quando elenca le emergenze regionali: la sanità, la riorganizzazione della macchina burocratico-amministrativa, infrastrutture e trasporti. «Il Masterplan di D’Alfonso», dice, «è una serie di interventi spot, senza progettualità. Interventi a pioggia», o con parole più colorite, «una sommatoria di marchette elettorali». Il secondo applauso arriva quando tocca il tema delle banche, riferendosi ai destini di Carichieti e Banca Etruria: «C’è chi i leader nazionali non li può proprio portare sul territorio», dice riferendosi a Giovanni Legnini, «immaginatevi se qui al posto mio e del sindaco ci fossero Legnini e Maria Elena Boschi, che viene a Chieti a raccontare ciò che è successo con le due banche». Terzo applauso, quasi pilotato, quando racconta che a Pescara gli hanno chiesto del progetto della “Grande Pescara” e lui: «Perché non parliamo anche di una “grande Chieti”», dice volendo dimostrare equidistanza dai campanili. Ultimo applauso sul ruolo che vorrebbe dare all’Abruzzo: «Centro forte, a metà della costa adriatica, punto di riferimento dell’Adriatico e porta d’accesso all’Est dal Tirreno».
L’intervento di Marsilio è stato introdotto da quello del sindaco Di Primio, che ha condito il suo discorso anche di diverse battute, dovendo attendere l’arrivo del candidato in ritardo. E così Legnini diventa il candidato «che si camuffa dietro liste civiche» e Sara Marcozzi un clone di Barbara D’Urso, accomunata alla conduttrice televisiva dalla stessa presunta voglia di stare sotto i riflettori. Prima del sindaco hanno preso la parola Fabiana Desiderio per l’Udc, Franco Vanni per FdI, Emilia De Matteo per FI e Federico Di Palma per la Lega. In sala c’erano i candidati di FdI Marco Di Paolo, Monia Scalera e Maria Elia, della Lega Alessandro Bevilacqua, e di FI Carla Di Biase e Mauro Febbo. Quest’ultimo seduto in posizione defilata rispetto agli altri. (a.i.)