A Chieti manca personale

Centro per l’Impiego, il direttore Iacone: siamo in 6 ma dovremmo essere in 30
CHIETI. «Eravamo dei cacciatorpedinieri da guerra, ora siamo pescherecci», che non si sa come potranno reggere la “grande ondata” del reddito di cittadinanza che arriverà a breve. Utilizza una metafora il direttore del Centro per l’impiego di Chieti, Ugo Iacone, per rendere l’idea di quanto sia cambiata in pochi anni la realtà dei centri per l’impiego. «Il nostro ufficio ha, oltre me, 6 dipendenti. Dovremmo averne una trentina, si figuri cosa riusciremo a fare», continua Iacone, «la carenza d’organico è abissale. C’è stata una quindicina d’anni, dal 2000 al 2015, in cui, con i nostri 31 dipendenti eravamo una realtà d’eccellenza, un cacciatorpediniere da guerra. Ora invece si fa fatica a seguire l’ordinario, abbiamo problemi con la gestione di iniziative straordinarie, come ad esempio Garanzia Giovani, figuriamo ora che arriverà il reddito di cittadinanza. I centri dell’impiego saranno il cuore di questo sistema e non vorrei che i nostri dipendenti si trovassero in mano il destino delle persone senza il avere tempo necessario da dedicarvi. Sentiamo tutto il peso della responsabilità e speriamo che arrivino presto le risorse promesse dal governo centrale, non solo per quanto riguarda i cosiddetti navigator, che dovranno accompagnare l’utente nella ricerca di un nuovo lavoro, ma anche le risorse specifiche promesse per i centri dell’impiego». E non stanno meglio gli altri centri per l’impiego della provincia di Chieti. Quello di Lanciano, che fa circa 120 accessi al giorno, oltre alla direttrice Anna Zampini, ha 7 dipendenti. Quello di Vasto, con un numero di accessi simile a quello frentano, oltre il direttore Orlando Pierantoni, ha 8 persone assunte. Quello di Ortona, che registra circa 80 accessi al giorno, e gestisce anche la sede staccata di Guardiagrele, oltre alla direttrice Nunzia Golini, ha 5 dipendenti. La Golini, inoltre, oltre alla direzione del Centro ortonese, si occupa anche del Silus, il servizio di inserimento lavorativo dell’utenza svantaggiata, sorta di ciliegina sulla torta dei servizi offerti, anche se lasciato con pochissime risorse organiche. Anche da lei arriva l’appello «a fare presto, sia nell’invio dei navigator che in quello delle altre risorse a disposizione.
Per il momento negli uffici teatini non se ne sa nulla. Ieri mattina, in una giornata poco affollata come è di solito il venerdì, all’ora di chiusura mezzogiorno, erano stati staccati solo 48 ticket. «Di solito facciamo molti più accessi, contati anche i due rientri pomeridiano, siamo sugli 80 giornalieri», dice una dipendente, «ma il venerdì è sempre più calmo». L’ufficio si trova al Theate Center e, dal punto di vista degli spazi, è il migliore rispetto alle sedi di Lanciano, Vasto e Ortona. È dislocato su due piani. Al primo ci sono due uffici di front office. In un terzo ufficio troviamo Nino Di Berardino, dipendente dell’Anpal, (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro), di supporto ai Centri per l’impiego. «Ogni Centro per l’impiego si serve della consulenza di un dipendente Anpal», spiega, «ed è proprio attraverso l’Anpal che dovrebbero arrivare i navigator. Ma attualmente anche noi non abbiamo notizie a questo riguardo».
«Siamo in un momento di attesa e di comprensibile stasi, dovuta al passaggio da una giunta regionale all’altra», conclude il direttore Iacone, «capiamo tutto, ma siamo comunque preoccupati. E ci risulta che nella nostra difficile situazione si trovino anche i centri per l’impiego teramani e pescaresi. Gli unici a poter lavorare senza patemi d’animo sono quelli della provincia aquilana, che da dopo il terremoto, sono riusciti ad evitare la spoliazione che abbiamo subito noi».

