A Città Sant’Angelo nessun contagio per il secondo giorno

5 Aprile 2020

Funziona la task force sanitaria che monitora il territorio Il responsabile dei medici Lanciotti: modello da esportare

CITTÀ SANT’ANGELO. Secondo giorno consecutivo senza contagi a Città Sant'Angelo. La buona notizia arriva dal sindaco angolano Matteo Perazzetti, il quale però invita nuovamente la popolazione a non abbassare la guardia. Il totale dei casi resta fermo a 43, di cui 30 attivi, 5 guariti e 8 decessi. I numeri incoraggianti vanno ascritti anche al lavoro fatto dalla task force sanitaria, in grado di controllare costantemente tutto il territorio.
«Quello di Città Sant'Angelo è un modello virtuoso, da esportare fuori dai confini cittadini». A parlare è il dottor Enrico Lanciotti, responsabile della sanità pubblica e direttore distrettuale, messo a capo dell'équipe medica dal sindaco. «La sua è stata un'intuizione geniale», dice Lanciotti, proprio con riferimento alla squadra formata da medici di base e pediatri, utile a vigilare sull'evoluzione del virus in città. «Ci sono oltre dieci medici che con il loro lavoro riescono a mappare più dell'80% del territorio. Ognuno di noi mette a disposizione le informazioni che riceve dai suoi assistiti per dar vita a un cervello centrale in grado di analizzarle e valutare gli interventi. Lavoriamo all'interno del Centro operativo comunale, a stretto contatto con Protezione civile, Modavi, Alpini, volontari, ma anche vigili e carabinieri. Ogni giorno abbiamo una riunione via Skype per fare il punto della situazione. Saltuariamente ci incontriamo nella sede del consiglio comunale, ma ci teniamo costantemente aggiornati grazie a un gruppo che si chiama Covid-19 su whatsapp». Quindi racconta il lavoro quotidiano: «Il medico di base è la prima persona a cui un paziente si rivolge quando nota che c'è qualcosa che non va. Alla comparsa dei primi sintomi viene disposto l'isolamento domiciliare, possibilmente anche dagli altri componenti del nucleo. Successivamente si fa richiesta del tampone e, nei casi più importanti, il medico contatta il 118 per chiedere il ricovero in ospedale. Grazie alla nostra organizzazione, noi sappiamo sempre quello che accade in modo da poter intervenire non solo su chi manifesta sintomi, ma anche su familiari e altre persone con cui si è venuti a contatto». Il metodo sta dando i suoi frutti e allora Lanciotti rilancia: «A Città Sant'Angelo ci sta consentendo di lavorare con organizzazione e tempestività. Credo che anche in ottica fase 2 dovrebbe essere esportato. Fin quando non ci sarà un vaccino, saremo costretti a convivere con il virus e allora avere il controllo della situazione diventa fondamentale. Quello che ci aspetta è un periodo di libertà ridotta, ritorno a lavoro graduale, uso di mascherine e diverse altre limitazioni. Servirà la responsabilità di tutti per isolare gli eventuali nuovi casi al fine di evitare una seconda ondata e in tal senso una rete come quella angolana può rappresentare la centrale di controllo per ogni comune».