A Dortmund sono sicuri: «È terrorismo»

Tre esplosioni contro il bus del Borussia, punte metalliche negli ordigni. Trovata rivendicazione. Arrestato un iracheno
ROMA. «Quello contro il pullman del Borussia Dortmund è un attentato terroristico». Sono da poco passate le 10 di mattina quando la Germania già sconvolta dall’attentato al mercatino di Natale a Berlino, ripiomba nell’incubo terrorismo. È la portavoce della procura federale tedesca Frauke Kohler ad annunciare che, dietro le tre esplosioni simultanee avvenute martedì lungo il tragitto che conduceva il club del Borussia allo stadio per disputare la partita di Champions League contro il Monaco, c’è la pista jihadista. Le bombe nascoste dietro una siepe avevano una forza esplosiva di «un raggio di 100 metri», hanno spiegato gli investigatori, e sono state azionate a distanza, nel momento esatto che passava il bus. Contenevano «esplosivo militare convenzionale» e punte metalliche, una delle quali si è conficcata in uno dei sedili del bus. «Per questo possiamo dire che per fortuna non è successo nulla di più grave», ha spiegato Koehler. Secondo i media tedeschi, gli uomini dell’antiterrorismo avrebbero arrestato un ragazzo iracheno di 25 anni di Wuppertal per il quale ci sarebbero indizi circa la sua presenza sul luogo dell’attentato, mentre si starebbe cercando un ventottenne tedesco di Froendenberg, città ad una ventina di chilometri da Dortmund. Entrambi apparterrebbero ad ambienti vicini all’islamismo jihadista del Nord-Reno Vestafalia.
Accanto al bus è stata trovata una lettera di rivendicazione, la cui autenticità è al vaglio degli inquirenti. Un testo di 91 parole in cui si fa riferimento agli obiettivi dei terroristi: «Tutti gli attori pagani, i cantanti, gli atleti ed altre celebrità in Germania come in altre nazioni crociate sono sulla lista di morte dello stato islamico». Fino a quando, prosegue la sgrammatica rivendicazione «non saranno ritirati i Tornado dalla Siria e chiusa la base aerea di Ramstein». Si cerca anche un’auto con targa belga che si trovava davanti all’hotel dove alloggiava il team del Borussia.
Ieri la cancelliera Angela Merkel ha telefonato al direttore generale del Borussia, Hans-Joachim Watzke, augurando «ogni bene alla squadra» definendo l’attacco contro il bus «un atto ripugnante».
Marc Bartra operato. Migliorano le condizioni del difensore del Borussia Dortmund. Marc Bartra che ha riportato una frattura al braccio. Il difensore spagnolo ha seguito la partita che è stata disputata a ieri sera, dall’ospedale dopo essere stato sottoposto a un intervento chirurgico. «Sto meglio e ora tutto il mio sostengo va ai compagni di squadra e ai tifosi» ha scritto Bartra postando su Istangram la sua foto con il braccio ingessato. Non destano preoccupazione le condizioni del poliziotto che stava scortando il pullman in moto. L’agente ha riportato un trauma all’orecchio. Imponenti le misure di sicurezza ieri allo stadio di Dortmund. I tifosi del Monaco hanno accolto i calciatori gialloneri tra gli applausi. Sugli spalti, accanto all’amministratore delegato del club, anche il ministro dell’Interno Thomas de Maizèire che insieme alla cancelliera ha deciso di non cancellare la partita. «Non si tratta di vincere o meno, ma di difendere la democrazia - ha detto il ministro tedesco - si tratta di non lasciare che il terrorismo ci detti l’agenda».
Le altre piste. Sembrano tramontare le altre due piste. La prima fa riferimento a una rivendicazione apparsa su un sito di estrema sinistra in cui si accusava la squadra di fare troppo poco contro le famigerate tifoserie neonaziste del Borussia. Ma è apparsa inattendibile. La terza ipotesi investigativa coinvolgeva proprio la galassia degli hoolingas del Borussia contro i quali il club si è schierato da tempo. Ma ieri le parole della portavoce della procura, Kohler, hanno riportato la paura tra i cittadini tedeschi: è terrorismo.
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