A fuoco il palazzo, salvata mentre dorme

15 Settembre 2021

Incendio nella calzoleria al piano terra. Clotilde, 83 anni: «Svegliata dai pompieri nella camera da letto piena di fumo»

PESCARA. In via del Santuario, ieri notte, è scoppiato l’inferno. Mezzi dei vigili del fuoco, ambulanze, polizia e carabinieri. Il tutto per un incendio divampato attorno alle 2 all’interno di una calzoleria, al piano terra di un palazzo di quattro piani al civico 137, interamente evacuato. Nel giro di pochissimi minuti, il fumo ha avvolto lo stabile, rendendo l’aria irrespirabile. La gran parte degli inquilini, svegliata di soprassalto dalle sirene dei mezzi di soccorso, si è riversata in strada, dove è rimasta fino all’alba e quindi fino alla conclusione delle operazioni di spegnimento e bonifica. Altri residenti, invece, sono stati avvisati di quello che stava succedendo dai vigili del fuoco, e accompagnati all’esterno del palazzo. Minuti di panico assoluto. Fortunatamente nessuno ha avuto bisogno di essere trasportato in ospedale.
Tanta paura soprattutto per una signora di 83 anni, Clotilde, che vive da sola nell’appartamento immediatamente al di sopra dell’attività distrutta dalle fiamme. Grazie all’intervento tempestivo dei pompieri, è sana e salva. Come lei stessa racconta, nel momento in cui è divampato l’incendio dormiva così profondamente che non si è accorta che il fumo aveva invaso tutta la casa. Qualche istante più tardi, e sarebbe rimasta gravemente intossicata.
Ieri mattina, a differenza degli altri inquilini del palazzo, tornati nelle loro abitazioni, Clotilde era ancora in strada, in attesa di ricevere notizie dai vigili e dalle forze dell’ordine. Con lei, il figlio, che non l’ha lasciata neppure per un secondo. Ogni tanto qualche chiacchiera e commento sull’accaduto con le signore e con i commercianti della zona, tutti dispiaciuti per i titolari della calzoleria, conosciutissimi per l’attività, che da anni è un punto di riferimento nel quartiere. «Non so se, e quando, potrò tornare nel mio appartamento», dice la signora Clotilde, «so soltanto che sono stati momenti molto brutti. Non mi sono accorta di niente. Dormivo nella mia camera da letto. Poi all’improvviso sono stata svegliata dai vigili del fuoco, entrati in casa perché io non rispondevo alla porta. Non sentivo. Avevano dei grandi caschi in testa. All’inizio mi sono spaventata e ho gridato “chi siete? Che volete?”. Poi ho capito. In giro c’era tanto fumo e loro mi hanno subito portato via. Avevo il pigiama addosso e non mi sono potuta cambiare. Ho respirato molto fumo però per fortuna non ho avuto bisogno di nulla. Ora spero solo di tornare presto a casa. So che posso contare su mio figlio, ma», ripete, «voglio casa mia».
Nella giornata di ieri, si sono susseguite le verifiche dei vigili del fuoco per fare chiarezza sull’origine del rogo, ma anche verifiche di tipo tecnico sulle strutture e sull’agibilità. Parecchio annerita la facciata dello stabile e in particolare i primi piani. Del negozio invece non rimane più niente.
Sulle cause sono in corso accertamenti anche da parte della polizia. Fra i primi a intervenire, gli agenti della squadra volante, coordinati dal vice questore aggiunto Paolo Robustelli.
Non sarebbero state trovate comunque tracce che possano far pensare a un incendio doloso, per cui si sta cercando di capire se le fiamme siano divampate per cause elettriche o se sia stato lasciato acceso qualcosa.
L’attività commerciale si occupa di riparazione, lavaggio e tinture di scarpe, e utilizza vari macchinari oltre che solventi. Tutto ora è al vaglio.
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