A Lanciano sequestrati dodici impianti

26 Agosto 2015

«Impianti sottodimensionati, mal funzionanti, alcuni inattivi», «strutture non controllate» in «condizioni di inadeguatezza ed inefficienza che scaricavano nei fiumi Feltrino, Sangro, Osento e in...

«Impianti sottodimensionati, mal funzionanti, alcuni inattivi», «strutture non controllate» in «condizioni di inadeguatezza ed inefficienza che scaricavano nei fiumi Feltrino, Sangro, Osento e in mare reflui con sostanze inquinanti». È questo il precedente risalente al 28 aprile scorso quando 12 depuratori del Frentano, sono stati sequestrati. Si tratta di impianti gestiti dalla Sasi che cura anche acquedotti e fognature per i 92 Comuni della Provincia di Chieti. Negli atti dei sequestri, si parla di «dolosa gestione degli impianti, del tutto non curante degli esiti negativi dei controlli succedutisi nel corso degli anni, principalmente ad opera dell’Arta». In due sono stati già rinviati a giudizio per reati ambientali. Gli impianti finiti nel mirino della procura di Lanciano sono quelli di Quadri, Atessa e Bomba, Santa Liberata, Cerratina e Villa Martelli a Lanciano, di Treglio, di Vallevò e del Cavalluccio a Rocca San Giovanni. L’intervento della procura ha sbloccato una serie di lavori: lo scorso 5 agosto, gli amministratori della Sasi hanno consegnato al procuratore Francesco Menditto (foto) la prima relazione sullo stato degli interventi avviati dopo i sigilli.