A marzo il primo blitz con le perquisizioni

8 Settembre 2019

Tra i precedenti nel Teramano anche l’arresto di un lupo solitario dell’Isis che viveva a Colonnella

TERAMO. A marzo scattano le prime perquisizioni che scoprono una rete di finanziamenti per il terrorismo islamico attraverso la vendita di tappeti e non solo. Le indagini coordinate dal pm della procura distrettuale David Mancini (titolare anche del nuovo fascicolo) si muovono tra web, intercettazioni, controlli fiscali e pedinamenti tra Martinsicuro e Alba Adriatica. Perché, sostengono da tempo gli investigatori, è in questo lembo di terra al confine tra l’Abruzzo e le Marche che negli ultimi tempi si muovono figure che inneggiano al terrorismo islamico. A cominciare dal 22enne egiziano Issam Shalabi, il lupo solitario dell’Isis che di giorno faceva le pulizie con una ditta che aveva l'appalto al McDonald's di Colonnella e di notte pregava «che la legge di Allah copra tutta la terra». Non è un personaggio qualsiasi Shalabi arrestato in piena notte nel novembre del 2018 in un appartamento a Milano con un blitz dei Nocs dopo essere stato seguito dalle polizie di mezza Italia. Il suo nome era finito nei controlli della polizia nel dicembre del 2017 quando la sua presenza era stata segnalata tra i militanti islamici frequentatori di un gruppo Whatsapp. Si era scoperto che Shalabi, arrivato in Italia per un ricongiungimento familiare, era diventato (secondo la Procura) il leader di un gruppo di tre giovanissimi profondamente radicalizzati e che all’epoca vivevano a Colonnella.
Qualche mese dopo, a marzo di quest’anno, scattano perquisizioni in tutta Italia e, in particolare, ad Alba e Martinsicuro nelle abitazioni di quei tunisini che ieri sono stati arrestati. Le ipotesi di reato contestate riguardano una serie di illeciti di natura tributaria commessi per raccogliere soldi destinati anche al finanziamento del movimento radicale islamico “Al-Nusra”. Si tratta di un gruppo armato jihadista salafita attivo dal 2012, nel contesto della guerra civile siriana, in Siria e in Libano. Il fronte al-Nusra fu formalmente affiliato ad Al-Qaida fino al 28 luglio 2016. In particolare, sottolineano gli inquirenti, «tramite alcune società operanti nel settore della rifinitura edilizia e nel commercio di tappeti, formalmente intestate a persone di comodo ma di fatto gestite da un unico soggetto, capo indiscusso del gruppo, sono stati creati numerosi artifizi contabili per distrarre ingenti somme di denaro alle società».(d.p.)
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