A ottobre le risposte sulla tragedia

25 Luglio 2014

La perizia affidata al capitano Minervini dovrà ricostruire la dinamica

PESCARA. A un anno dalla tragedia non ha ancora trovato risposta la domanda chiave: perché la fabbrica sulla collina di Villa Cipressi è esplosa? All’epoca del dramma la procura aveva nominato come consulente l’esperto di balistica dell’esercito Paride Minervini, attualmente impegnato anche nella recente esplosione della fabbrica di fuochi a Tagliacozzo. Il capitano, vista la complessità del caso, ha preso ancora tempo e depositerà il 25 ottobre la perizia che dovrà rispondere a vari quesiti. Nel frattempo, in questo anno, il fascicolo per disastro, incendio e omicidio a carico di ignoti ha anche cambiato magistrato passando dalle mani del pm Annalisa Giusti – trasferita dalla procura di Pescara a quella di Ascoli Piceno – a quelle del pm Andrea Papalia. Ma spetterà al capitano Minervini stilare una relazione tecnica su quello che è accaduto il 25 luglio, il giorno della tragedia in cui hanno perso la vita quattro componenti della famiglia Di Giacomo, mentre successivamente è morto anche il vigile del fuoco Maurizio Berardinucci. Il perito Minervini dovrà rispondere a un ampio quesito della procura in cui, sostanzialmente, dovrà spiegare perché la fabbrica è esplosa, perché tre esplosioni e dovrà ricostruire tutta la dinamica della mattinata del dramma. Le domande poste dalla procura riguardano qualsiasi aspetto dell’esplosione: le cause soggettive e oggettive, le norme di sicurezza, l’eventualità del dolo o dell’errore umano e le esplosioni a catena. Nel frattempo, è stata aperta un’indagine ambientale dalla Commissione europea che, secondo prassi, interviene di fronte a casi molto gravi come quello dell’esplosione della fabbrica dei Di Giacomo.©RIPRODUZIONE RISERVATA