A Pescara arriva il colonnello Trentin, nuovo comandante provinciale dei carabinieri: «Dove c’è ricchezza, arriva pure il crimine»

Il comandante: «Non ci sono grandi allarmi, ma serve prevenzione
La devianza giovanile? Cause sociali, pronti a entrare nelle scuole»
PESCARA
Il lungomare di Pescara e l’affetto degli abruzzesi, ma anche la grande sinergia e la collaborazione tra le forze dell’ordine. Arrivato da poco più di 48 ore in città, il colonnello Ciro Trentin è rimasto colpito dalla città adriatica, dalla sua gente e dal loro modo di fare: dalla bellezza della montagna che si vede dal mare e dall’affetto dei pescaresi. Alla guida del comando provinciale dei carabinieri, Trentin prende il testimone del colonnello Stefano Ranalletta, ora in servizio a Roma.
CHI È
Vicentino d’origine, Trentin, 56 anni, è arruolato nell’Arma dal 1991. «Vengo da un paesino, quindi ho sempre avuto come riferimento i carabinieri, non c'era la polizia», racconta il colonnello spiegando il perché della divisa, «ho sempre avuto questa passione». Negli anni Trentin ha guidato le compagnie di Piove di Sacco, Taurianova e Firenze e il comando provinciale di Como. È tornato nel capoluogo toscano dove è stato Capo ufficio addestramento alla Scuola marescialli e brigadieri di Firenze e successivamente direttore di Istituto e titolare di cattedra nella stessa scuola. È stato impiegato in diverse missioni su fronte balcanico, appena dopo gli eventi bellici. Prima volta, però, a ricoprire un incarico in Abruzzo. «Ho già avuto modo di prendere qualche contatto con il territorio un mese fa conoscendo un po' i pescaresi che vedo si godono il loro territorio», dice, «ho ricevuto un'accoglienza molto calorosa, e quindi sono contentissimo di quello che ho visto per adesso».
IL PIANO SICUREZZA
Si susseguiranno in questi giorni gli incontri con tutti i vertici delle forze dell’ordine e gli amministratori del territorio per fare il punto sulle criticità del territorio e il piano di azione, sulle linee guida predisposte periodicamente nel tavolo per l’ordine e la sicurezza pubblica. «Un aspetto fondamentale del nostro lavoro sarà la sinergia e la collaborazione unitaria, coordinata ed efficiente tra tutte le istituzioni e le forze dell'ordine», dice Trentin, «oltre alle necessarie attività di prevenzione e repressione, dobbiamo considerare che fenomeni come la devianza giovanile presentano profonde radici sociali: noi interveniamo spesso come l'ortopedico dopo un incidente, ma le cause alla base del problema richiedono un approccio più ampio e integrato. In quest'ottica, continueremo con grande convinzione i progetti sulla legalità nelle scuole per confrontarci direttamente con i giovani».
LE PRIORITÀ
La sicurezza resta una delle questioni più sentite e discusse, in Italia come in Europa. A Pescara il nuovo comandante provinciale dei carabinieri, indica la rotta per il suo mandato. «Proseguirò nell'ottimo lavoro svolto dal mio predecessore, seguendo le indicazioni che verranno concordate in sede di Comitato». Un approccio pragmatico, senza però lanciare allarmi sulla situazione del territorio. «Non considero Pescara una realtà con una situazione allarmante rispetto al resto del Paese». Parole che invitano a leggere i fenomeni criminali con equilibrio, senza alimentare paure. Ma il comandante accende i riflettori su un altro aspetto: l'attrattività del territorio. «Nei luoghi di passaggio e ricchi si attira ogni tipo di business, compreso quello criminale». Una dinamica che, secondo Trentin, segue regole precise e tutt'altro che casuali. «Il business criminale segue le medesime logiche di mercato». È qui che si concentra una delle sfide per le forze dell'ordine: prevenire e contrastare i fenomeni criminali prima che mettano radici.

