A Pescara e provincia 104 contagi E un’altra classe va in isolamento

Nuovo caso alla Primaria di via Cavour. Intanto si organizza lo screening nell’ex stazione di Porta Nuova I l presidente dei medici di famiglia rivela: test non ancora disponibili e noi senza dispositivi di sicurezza
PESCARA. Una bimba della primaria di via Cavour è risultata positiva e tutta la classe di 20 alunni è finita in isolamento fino al 7 dicembre. Con loro anche due insegnanti e un collaboratore scolastico.
CLASSI IN ISOLAMENTO. I bambini cominceranno oggi le lezioni a distanza e le aule saranno sanificate nei prossimi giorni. È la seconda volta nel giro di due mesi che una classe del plesso di via Cavour (comprensivo 5 diretto da Daniela Massarotto) va in quarantena dopo la scoperta di un contagio. Rimarranno a casa fino al 2 dicembre altri 80 bambini della primaria Pineta Dannunziana di via Scarfoglio e della primaria Virgilio, in quarantena dopo la scoperta di un bambino e una insegnante positivi al coronavirus.
TABLET ALLE SCUOLE. La situazione è costantemente tenuta sotto controllo dall'assessore comunale alla Pubblica istruzione Gianni Santilli che annuncia l’arrivo dei 170 tablet che saranno distribuiti ai dirigenti dei dieci comprensivi. Salgono a 1.167 gli studenti delle scuole comunali pescaresi costretti all'isolamento fiduciario a causa dell'impennata di contagi in città negli ultimi giorni di zona rossa.
CONTAGI DI IERI. In attesa dell'avvio dello screening con i test rapidi riservati solo ai contatti stretti dei malati di Covid in isolamento domiciliare, i casi di ieri secondo una informativa Asl, erano 104 a Pescara e provincia, 99 nell’Aquilano, 74 nel Chietino i e 131 a Teramo e provincia (su 5 pazienti sono in corso gli accertamenti sulla residenza), per complessivi 413 nuovi positivi di età tra i 2 mesi e i 98 anni.
NUOVI TEST. E con l'aumento dei contagi sulla costa in questa ultima settimana, cresce la necessità di monitorare la popolazione per scovare gli eventuali positivi. Dunque, al via i tamponi rapidi, ma non per tutti. I test antigenici, che forniscono risposte entro 30 minuti e che partiranno nei prossimi giorni a Pescara, coinvolgeranno i contatti stretti asintomatici dei soggetti positivi al coronavirus posti in isolamento fiduciario. Saranno i familiari, o le persone maggiormente a contatto, dei malati Covid ad essere sottoposti a screening e selezionati per il test dai medici di famiglia sulla base delle indicazioni della Asl e dopo un attento e scrupoloso triage telefonico con i pazienti.
TEMPI E MODI. L’avvio dello screening è previsto entro una settimana, e andranno avanti sino a fine dicembre, nei locali della ex stazione ferroviaria di Porta Nuova individuati da Comune e Asl dopo un sopralluogo e a seguito delle richieste dei medici territoriali. La struttura rimarrà aperta dalle 9 alle 19. Intanto i medici di base coinvolti nell’iniziativa (saranno aperte altre strutture in provincia) sono 103 a Pescara, 260 in tutta la provincia, e 1200 in Abruzzo, con turni di 6-7 professionisti in presenza. Tutti restano in attesa della distribuzione dei tamponi rapidi antigenici e dei dispositivi di sicurezza (tute, mascherine chirurgiche ed Ffp2, calzari, occhiali, visiere, guanti) forniti dalla Protezione civile e dalle istituzioni regionali. Franco Pagano, segretario regionale Fimmg (Federazione medici di famiglia) chiarisce a chi sono rivolti i test rapidi: «Saranno sottoposti a tampone i familiari che non presentano sintomi o a coloro che sono a stretto contatto con i pazienti Covid in isolamento».
Le liste sono fornite dalla Asl ai medici di base che contattano i pazienti, li sottopongono a domande per testarne le condizioni di salute e li invitano a presentarsi al padiglione per eseguire l’esame (simile a un tampone faringeo che ricerca la presenza di proteine virali in grado di legarsi ad anticorpi) il cui esito arriva in pochi minuti. Spiega Pagano: «Chi risulterà negativo sarà rimandato a casa con un attestato che certifica la situazione di salute. Sui positivi al test rapido sarà inviata comunicazione alla Asl che contatterà il paziente per il tampone molecolare».
MEDICI SENZA DISPOSITIVI. Nel frattempo c'è da risolvere il nodo della carenza dei test rapidi. «Non sono ancora disponibili, così come siamo ancora sprovvisti dei dispositivi di sicurezza individuale», rivela il segretario Fimmg che auspica una rapida consegna del materiale «per essere pronti a partire con tutte le garanzie di protezione». Altrimenti si vedrebbero costretti a chiedere l’esonero: «Senza dispositivi non possiamo lavorare, troppi medici sono rimasti contagiati o sono morti». Sono comunque esentati dall'obbligo di eseguire i test, e potranno fare richiesta di esonero, le dottoresse in gravidanza o medici con gravi patologie.

