A Pescara la benzina meno cara Indagine sulle pompe bianche

Un esposto denuncia alla Finanza i prezzi troppo bassi del distributore Gasoline Station di Francavilla Il titolare dell’impianto: «Abbatto i costi al massimo, ecco perché ho tariffe così convenienti»
PESCARA. Questa settimana, a Pescara e provincia, si poteva fare il pieno più conveniente d’Italia perché nella città, secondo i dati del ministero dello Sviluppo economico, il 4 marzo era in vendita la benzina meno cara con un prezzo minimo di 1.379 euro e uno massimo di 1.739 euro. Tra le prime cinque città italiane con i prezzi più bassi c’era anche Chieti che, mercoledì scorso, era al quarto posto secondo le elaborazioni della Steffetta quotidiana sui dati del ministero. Il giorno successivo Pescara, pur mantenendo il minimo e il massimo invariato, è scivolata al secondo posto scavalcata dalla provincia di Padova in cui la benzina costava tra un minimo di 1.438 euro e un massimo di 1.679 euro mentre Chieti è rimasta al quarto posto.
La rilevazioni dei prezzi della benzina cambiano quotidianamente ma non è la prima volta che Pescara finisce ai vertici delle città con la benzina meno cara, un primato che alcuni spiegano anche per la presenza di numerose pompe bianche: i distributori no logo i cui prezzi dei carburanti sono a volte più bassi di quelli praticati sugli impianti tradizionali dalle compagnie petrolifere.
Come fanno le pompe bianche a praticare prezzi tanto più bassi? E’ questo l’interrogativo che si è posto la Federazione autonoma italiana benzinai, il sindacato Fegica di Roma presieduto da Roberto Di Vincenzo, autore di un esposto inviato alla Guardia di Finanza di Chieti, al ministero dello Sviluppo economico e all’Unione petrolifera gettando un ombra su un distributore di Francavilla, Gasoline Station in strada San Leonardo, tra i distributori spesso balzati alle cronache proprio per i suoi prezzi convenienti. Sarà la Finanza di Chieti a verificare se ci sono o no irregolarità nei prezzi del distributore di Francavilla e su quelli delle altre pompe bianche presenti nelle province di Chieti e di Pescara su cui è stata aperta un’indagine volta a capire se ci sono eventuali illeciti.
Più volte gli investigatori, come conferma anche il titolare del distributore di Francavilla, Silvio De Leonardis, sono andati a verificare autorizzazioni, prodotti venduti, le misure delle pompe del distributore indipendente ma, come spiega De Leonardis, «se i miei prezzi sono convenienti è perché sono riuscito ad abbattere i costi, a ridurli al minimo, gestendo quindi le spese. Oggi (ieri, ndr) la benzina da me costava 1.349 ma in passato anche di meno».
Per il sindacato nazionale dei benzinai quei prezzi di Francavilla sarebbero invece «alterati» come ha ricostruito nell’esposto inviato agli investigatori. «Risulta che l’impianto di Francavilla pratica un prezzo al pubblico che appare fortemente alterato rispetto ai parametri rilevabili sul mercato», scrive il sindacato secondo cui sommando, imposte, accise e Iva e senza alcune spese aggiuntive «il prezzo finale al pubblico dovrebbe essere pari a 1,307108 per il gasolio e 1,381528 per la benzina senza piombo. Il prezzo esposto il 20 febbraio dalla Gasoline Station», prosegue, «è stato di 1.199 sul gasolio e di 1.299 sulla benzina: un prezzo difficile da giustificare secondo gli indicatori».
Per questi motivi il sindacato ha chiesto «di chiarire» se ci sia qualcosa di sospetto dietro i prezzi bassi dell’impianto di Francavilla. Il titolare De Leonardis spiega invece che la benzina meno cara è il frutto di scelte parsimoniose, tese «all’abbattimento di tutti i costi» e ricorda anche che «quello che pratica il prezzo migliore è anche quello che fa l’acquisto maggiore del prodotto e può quindi applicare sconti».
Tutto cristallino, così, per De Leonardis già rivoltato – come ricorda – dalla Finanza «che non ha mai riscontrato problemi da me». Saranno gli inquirenti, adesso, a verificare se l’esposto è fondato o no in un’indagine più ampia che riguarda le pompe bianche.
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