«A Pescara la Film commission» L’idea per rilanciare il territorio

Il consigliere regionale Testa e l’assessore comunale Cremonese puntano a candidare la città: «La centralità e le infrastrutture la rendono luogo ideale per accogliere l’industria dell’audiovisivo»
PESCARA. Creare una sede, con Pescara che si candida per accoglierla. Dotarla di fondi necessari. Almeno 30-40 milioni di euro e di una struttura, professionalmente formata per gestirla.
È la proposta lanciata dal consigliere regionale Guerino Testa, capogruppo di Fratelli d'Italia, d’intesa con l’assessore al Turismo di Pescara, Alfredo Cremonese, per dare alla Film Commission Abruzzo le gambe per camminare e cominciare essere competitiva.
Sebbene la Film Commission esista in Abruzzo dal 2017, non è mai stata operativa.
Una scatola vuota, come dimostrato dall’Arminuta, l’adattamento cinematografico del romanzo di Donatella Di Pietrantonio, uscito in tutte le sale italiane a ottobre scorso, ambientato in Abruzzo, ma girato nel Lazio. Uno smacco per le regione che può essere sanato solo dando alla Film Commission ciò che serve per diventare uno strumento concreto, capace di supportare e accogliere le produzioni sotto ogni aspetto. Fondi, una sede fisica, risorse umane. Parte da qui la proposta del consigliere Testa che punta allo stanziamento di circa il 12,5 per cento del Por Fesr 2021-2027 per finanziarla, «almeno 30-40 milioni. L’idea è di dare vita a una fondazione di diritto privato a capitale pubblico che si adoperi per incentivare gli investimenti nell’industria dell’audiovisivo, promuovendo anche i territori abruzzesi e le loro peculiarità», spiega. E poi una sede. «Vogliamo candidare», dice l'assessore Alfredo Cremonese, «Pescara quale sede della Film Commission. La sua centralità territoriale, la presenza di grandi infrastrutture di collegamento, come la stazione, l'autostrada e l'aeroporto, rendono Pescara il luogo ideale. Abbiamo strutture adatte, come il piano inferiore del teatro D'Annunzio, attualmente inutilizzato, o la Città della Musica. Ma è un progetto che dobbiamo costruire insieme con gli altri capoluoghi di provincia, senza campanilismi. E questo sarà proprio il mio ruolo, d'intesa con il sindaco Carlo Masci, di aprire un dialogo con Regione e gli altri 3 Comuni e confrontarci per arrivare insieme al progetto più adatto».
«Ritengo che la Film Commission genererà ricadute socio-economiche sul territorio», aggiunge Testa. «Dirette con gli acquisti sul posto di beni e servizi, effettuati dalle società di produzione per la lavorazione dei film, ad esempio le prestazioni di tecnici e comparse, gli alberghi, i trasporti. Poi ci sono le indirette, con gli acquisti fatti dalle imprese locali per fornire beni e servizi alle case di produzione come i materiali per allestire i set, le maestranze, i ristoranti. E poi ci sono le ricadute indotte, legate all’aumento del reddito dei fornitori di prodotti e servizi, le entrate fiscali (dirette e indirette) generate, la promozione e la diffusione di opere che valorizzino il patrimonio culturale locale, l’incremento dei flussi turistici e cine-turistici, e il consolidamento di brand territoriali fruibili in più ambiti di consumo».

