A Pescara Vecchia la partenza è soft: aperto un locale su 5

PESCARA. Locali quasi tutti chiusi, solo sei aperti su oltre una trentina, in zona. A Pescara Vecchia, la movida non è ancora decollata. Quando mancano pochi minuti all'una, venerdì notte, orario di...
PESCARA. Locali quasi tutti chiusi, solo sei aperti su oltre una trentina, in zona. A Pescara Vecchia, la movida non è ancora decollata. Quando mancano pochi minuti all'una, venerdì notte, orario di chiusura tassativa per non incorrere in sanzioni salate se non, addirittura, il ritiro della licenza, le vie del borgo, da via delle Caserme a piazza Garibaldi a corso Manthonè, sono quasi deserte. Le luci accese sono quelle dei locali Mangiadischi, TerraCotta, Casa Flaiano, La Nota Musicale, La Stanzetta e Nutellandia. Resiste fino a notte inoltrata la comitiva di una decina di giovani, tutti ordinati, con la mascherina sulla bocca nonostante le bevande sparse sui tavoli, seduta al live club Mangiadischi di corso Manthonè. Cinque anni di storia scritta dai giovani imprenditori pugliesi Armando Palis e Dario Buca, originari rispettivamente di San Severo e Lesina, nel foggiano. Ad affiancarli in questa ripartenza «piena di entusiasmo, ma dal futuro indecifrabile», ci sono i fidati amici, l'influencer Giulio Tolli e il responsabile della sicurezza Gianluca Gammone. «Ci siamo procurati decine di litri di disinfettante, ne usiamo un bidone al giorno per pulire ogni angolo del locale», scherzano Palis e Buca, «ma è stato bellissimo ricominciare a lavorare dopo mesi di inattività e ritrovare la clientela storica, un po' spaesata, ma organizzata con i dispositivi di sicurezza e disciplinata. Ci aspettavamo più gente, ma è difficile con trenta locali, qui intorno, tutti chiusi» è la stoccata ai colleghi che hanno scelto di non riaprire, per il momento. «Nessuna polemica», proseguono i titolari di Mangiadischi, «ma un invito a riaccendere Pescara vecchia che oggi è chiusa ed è un peccato, perché questo borgo è un importante biglietto da visita della città che produce». Al Comune, che ha già concesso la tassa "free" sul suolo pubblico, «chiediamo di starci sempre così vicini». Poco più in là, il ristorante TerraCotta sta per abbassare le serrande. Ci pensano i giovanissimi titolari, Alessandro Bellantuono, 24 anni, Michele Cendamo e Valerio Nardi, che dicono: «Siamo ottimisti, speriamo non passi la politica repressiva dei controlli perché abbiamo bisogno di lavorare in serenità. Alla gente diciamo: venite perché corso Manthonè è un bel posto dove stare». L'una è passata da pochi minuti, c'è solo il tempo di ingollare l'ultimo cicchetto e pagare il conto. Rigorosamente con la carta di credito. (c.co.)

