A Pescara zero nuovi casi: prima volta dopo due mesi
La città tira un sospiro di sollievo dopo essere stata la più colpita del centro sud Il virologo Fazii: «Ottimo risultato, ma i dati si riferiscono alla fase del lockdown»
PESCARA. Pescara a contagi zero. Per la prima volta dall’inizio dell’emergenza, nel giorno in cui l’Abruzzo riparte, la Asl del capoluogo adriatico, il cui territorio è il più colpito del centro sud Italia per numero di malati rispetto agli abitanti, non registra nessun nuovo caso. Sette, invece, quelli più recenti a livello regionale. Il totale dei pazienti affetti da Covid-19, in Abruzzo, sale a quota 3.193. Gli esperti definiscono incoraggianti gli ultimi dati, che però sono ancora relativi al periodo del lockdown, ma ora più che mai invitano alla prudenza e alla responsabilità perché quella attuale è la fase più delicata dell’emergenza.
TREGUA. Tregua, dunque, a Pescara. La città tira un sospiro di sollievo dopo settimane durissime. Nel capoluogo adriatico e in provincia si contano complessivamente 1.487 casi. Vale a dire che lo 0,46% della popolazione - cioè cinque persone su mille - ha contratto il virus. Percentuale ben più alta di territori come il Barese, quello di Roma o quello di Napoli. «È sicuramente un segnale positivo», afferma il virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio della Asl, centro di riferimento regionale per l’emergenza, «ma i dati attuali fotografano ancora la situazione relativa al lockdown. Per avere i dati relativi all’inizio della fase 2 dobbiamo attendere qualche giorno. Forse tra il 20 e il 25 maggio potremmo farci un’idea».
NUOVI CASI. I sette nuovi casi, accertati con i test eseguiti dal laboratorio di Pescara, dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo, dall’Università di Chieti e dal laboratorio dell’ospedale dell’Aquila, sono emersi dall’analisi di 1.260 tamponi: è risultato positivo lo 0,5% dei campioni (domenica 0,6%). Di questi, sei fanno riferimento alla Asl di Chieti, dove il totale sale a 811, e uno alla Asl di Teramo (649). Nessun nuovo caso all’Aquila, dove il totale resta fermo a 246. Gli attualmente positivi in Abruzzo (il dato è calcolato sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi-guariti e dei deceduti) sono 1.413, nove in meno rispetto all’altroieri. I dimessi o guariti sono 13 in più e salgono a quota 1.392.
Tre i decessi più recenti, che portano il totale delle vittime a 388: una 88enne di Pescara, una 78enne di Pratola Peligna e un 70enne di Montesilvano. Del totale dei pazienti, 191 (-2) sono in ospedale in terapia non intensiva e sei (invariato) in terapia intensiva. Gli altri 1.216 (-7) sono in isolamento domiciliare.
«MASSIMA ATTENZIONE». «In questi giorni», riprende Fazii, «ho visto molti comportamenti scorretti, come assembramenti o persone senza mascherina. Bisogna capire una cosa: il lockdown ci ha aiutato a contenere la diffusione del contagio, ma non è finita. In questa fase la prevenzione è fondamentale. È la sola cosa che ci può salvare, l’unica certezza che abbiamo al momento. Possibilmente bisogna avere guanti e occhiali, ma la mascherina va indossata sempre e comunque, a maggior ragione se ci si ferma a parlare con delle persone. Il virus circola ancora e la vicenda del funerale in Molise ce lo dimostra».
IL CASO VASTO. Proprio in occasione della cerimonia funebre molisana, infatti, moltissime persone hanno contratto il Covid-19. Tra queste, una ventina a Vasto, città che al momento è “sorvegliata speciale”. Sono oltre 20, infatti, i contagi accertati in pochi giorni nel quartiere San Paolo. La situazione ora sembra essere sotto controllo, tanto che non sarà necessario istituire la zona rossa. Ma l’attenzione resta altissima.
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