A Pianella tre alberi monumentali

13 Febbraio 2019

Si tratta di una quercia già censita nel 1791, di un pino e di un cipresso

PIANELLA. La giunta di Pianella ha deliberato l’inserimento di tre alberature presenti sul territorio nell’elenco degli Alberi monumentali d’Italia. La notizia arriva dall’assessore Massimo Di Tonto, che spiega: «Ho seguito la vicenda sin dal mio insediamento, ritenendo qualificante per il nostro territorio la cura, la tutela e la promozione di “questi vetusti maestri di vita”. Intorno a queste maestose piante, la comunità si è ritrovata per anni e in taluni casi per secoli. Oggi queste piante, custodi dei ricordi di molte generazioni, possono riportare ai posteri la storia e saranno un luogo di riposo e contemplazione, dove attingere energia e rigenerarsi, una vera e propria attrazione turistica». Per questo, spiega ancora Di Tonto, «ho fatto inserire la localizzazione delle piante monumentali su google maps, quali punti di interesse culturale e, presto, provvederò a disporre in loco cartelli segnalateci di interesse storico-culturale-turistico».
In particolare, si rivela molto interessante la storia dei tre alberi monumentali, in particolare quella relativa alla cosiddetta “Quercia di Saverio” in Castellana di Pianella, così chiamata dal nome di un mezzadro che lavorara i terreni attigui nel 1800. Si tratta di una Roverella di quasi 5 metri di diametro, la quale è già presente il 13 dicembre 1791 allorquando i feudatari del luogo commissionano a Giuseppe Valignani il censimento delle querce, come attesta un documento dell’archivio storico della famiglia Obletter.
Gli altri due alberi monumentali sono l’imponente Pino di Aleppo in contrada Collecincero di Pianella e il Cipresso comune all’interno del giardino della cappella gentilizia Sabucchi in via Santa Maria a Lungo di Pianella.
«Ma le dolci colline pianellesi», aggiunge l’assessore Di Tonto, «non finiscono di sorprendere perché è già iniziato l’iter di valutazione per l’inserimento tra le piante monumentali di altri quattro maestosi e possenti alberi: ossia altre 2 roverelle, rispettivamente in contrada Santa Maria e in contrada Vicenne Sud, nonché il Pino marittimo nell’area scolastica del capoluogo. E non poteva mancare», conclude, «il Cedro del Libano, in via Borgo Carmine, considerato l’albero di Natale vivente più grande d’Abruzzo».