A rischio i fuochi di San Franco È scontro tra prefetto e sindaco

Forgione dice no agli spari diffusi lungo la costa: «Il piano sicurezza del Comune? Un sacco di patate» Russo replica: «È la stessa formula del 2020 per evitare assembramenti, non erano emerse criticità»
FRANCAVILLA. I fuochi a mare di San Franco in programma il 18 agosto a Francavilla accendono lo scontro istituzionale tra il Comune e la Prefettura. Nelle scorse ore, con una lettera, il prefetto di Chieti Armando Forgione ha suggerito al sindaco Luisa Russo di rivedere la formula diffusa su tutta la costa in favore del tradizionale artificio dal pontile. Il motivo risiede nella mancata presentazione di un piano sicurezza, l’assenza di indicazioni sui tipi di fuochi utilizzati, sulle misure di prevenzione degli incendi, e quelle sull’accesso e sul deflusso dalle postazioni di lancio.
Tuttavia, oltre ad aver richiesto la documentazione integrativa per lo spettacolo diffuso, sottolineando però la carenza di tempo, il prefetto ha specificato che qualora il sindaco decida in ogni caso di andare avanti su questa strada lo debba fare assumendosi la responsabilità.
Ricevuta la missiva, nel pomeriggio di ieri è arrivata la replica di Russo, che in una nota ha spiegato: «Quello che mi sorprende è che il prefetto, oltre ai rilievi di natura tecnica, lamenta anche che avrei dovuto informare la prefettura delle criticità, che tuttavia non erano emerse nel 2020 (anno in cui i fuochi sono stati fatti con la stessa modalità attualmente prevista, ndr) con lo stesso prefetto», dice il primo cittadino. «Ora ci invita a sparare i fuochi solo dal pontile, suggerimento che mi pare più di natura politica, difficile da raccogliere poiché lo spettacolo che è stato predisposto è diverso da quello che avremmo dovuto preparare se si fosse sparato in un unico punto».
E ancora: «Quella già adottata nel 2020 è stata una formula che ha funzionato benissimo per evitare assembramenti, per la gestione della viabilità e per favorire l'economia. Nessuna obiezione era pervenuta da altre istituzioni che, anzi, avevano collaborato alla buona riuscita della manifestazione. Abbiamo inviato la documentazione tecnica necessaria, e dopo aver ricevuto la nota della prefettura ci siamo attivati per approfondire i rilievi tecnici con il personale incaricato. Vogliamo andare avanti su questa strada anche per rispetto nei confronti del consorzio Città di Francavilla che ha preso a cuore questo evento proprio perché consente a tutti di lavorare».
In serata poi, è stato lo stesso prefetto Forgione a intervenire, per rispondere alle parole del sindaco Russo: «L’unico documento ricevuto da Francavilla, dopo svariati solleciti, è arrivato il 10 agosto. Non è un piano sicurezza, bensì una relazione tecnica che oserei definire un sacco di patate, senza nemmeno una lettera di accompagnamento», dice infastidito Forgione. «Un documento carente per oltre il 90 per cento delle prescrizioni richieste dalla circolare ministeriale del 2018 che elenca, punto dopo punto, tutto il necessario per garantire la sicurezza delle persone». E sul tasto insiste: «Per quello che mi riguarda, la sicurezza non è uno scherzo e soprattutto non è negoziabile», ripete più volte il prefetto di Chieti. «Un errore da non commettere mai è pensare che se una cosa sia andata bene in passato questo accadrà di nuovo. Nel 2020 eravamo nel pieno della pandemia: l’allora sindaco Luciani inventò questa formula diffusa per limitare il rischio assembramenti. Anche quella volta la documentazione era carente, ma almeno era stata presentata 15 giorni prima e ci fu il tempo di integrarla. Adesso, a meno di una settimana dall'evento e con il Ferragosto di mezzo, non so se questo sarà possibile». Tuttavia conclude: «Se il sindaco si assume la responsabilità, faccia quello che ritiene opportuno fare».

