A rischio il piano anti rumori: i consiglieri pronti a disertare

I divieti ai locali della movida in centro, oggi riparte tra le proteste l’esame del provvedimento Trattativa a oltranza tra Masci e FdI ma l’accordo non si trova: in 4 potrebbero non presentarsi
PESCARA. È stata una domenica di trattative politiche condotte via Whatsapp. Ma la giornata si è chiusa senza trovare l’accordo sul piano anti rumori per la zona di piazza Muzii, via Battisti e via De Cesaris. Non si compone lo scontro aperto nella maggioranza di centrodestra e il consiglio comunale in programma oggi a partire dalle ore 9 potrebbe finire in una resa dei conti tra il sindaco Carlo Masci di Forza Italia e Fratelli d’Italia, il partito dell’assessore al Turismo e Commercio Alfredo Cremonese. E diversi consiglieri potrebbero saltare la seduta per protesta. In mezzo c’è l’opposizione, con il Pd e il M5S, che continua a contestare la delibera che pone divieti alla movida e ne chiede il ritiro.
TUTTI CONTRO TUTTI Il consiglio sui limiti da porre ai locali in centro per garantire il riposo ai residenti, autori di una serie di denunce, si trascina dal 28 aprile scorso tra veti e contestazioni. I veti arrivano dal ventre della maggioranza che si riscopre divisa: FdI, con Cremonese e la consigliera Zaira Zamparelli, chiede maglie più larghe per i locali con la possibilità di organizzare concerti all’aperto; anche Forza Italia non è d’accordo con i divieti tanto che il consigliere Fabrizio Rapposelli, presidente della commissione Attività produttive in quota Forza Italia, chiede regolamenti per la movida e non un Piano di risanamento acustico come quello proposto dall’assessore all’Ambiente Isabella Del Trecco, anche lei di Forza Italia. Masci però vuole andare avanti lo stesso ed è scontro con FdI: «Se votate contro il provvedimento», avrebbe detto il sindaco, «Cremonese sarà fuori dalla giunta».
APPELLO IN AULA Con queste premesse, oggi, diversi banchi della maggioranza potrebbero restare vuoti: Rapposelli potrebbe non essere presente alla seduta; a rischio anche la presenza di altri due consiglieri forzisti, Roberto Renzetti e Ivo Petrelli; potrebbe essere assente anche Adamo Scurti del gruppo Pescara futura, il movimento civico fondato da Masci. Assenze che potrebbero indirizzare il consiglio verso una fumata nera: i vertici di FdI, che oltre a Zamparelli conta altri due consiglieri, il capogruppo Cristian Orta e Mauro Renzetti, hanno indicato di votare a favore del piano anti rumori soltanto se lo farà tutta la maggioranza senza defezioni. E questa è una condizione che oggi potrebbe non avverarsi: di fronte alle probabili assenze di Forza Italia, FdI avrebbe gioco facile nel tentativo di arenare il provvedimento. Numero legale permettendo, il consiglio potrebbe andare avanti fino a tardi: il presidente Marcello Antonelli (Lega) deve mettere al voto gli ultimi 40 emendamenti presentati dalla minoranza. Il Piano di risanamento acustico è contestato dalle associazioni di categoria, a partire da Confcommercio, Confesercenti, Cna e Confartigianato mentre sono favorevoli Casartigiani e Ascom.
L’ALTRO FRONTE Se da settimane l’accordo per piazza Muzii non si trova, l’amministrazione Masci ha aperto un altro fronte: è stato affidato a un ingegnere, Marco Boilini di Pescara, l’incarico di «elaborare» un piano contro il frastuono anche per il triangolo di corso Manthoné, via delle Caserme e piazza Unione. Entro tre mesi il professionista dovrà avanzare le sue proposte contro il frastuono nella zona. La decisione di un piano anti rumore anche per Pescara vecchia è stata presa dopo «un esposto dei residenti per la situazione di degrado del centro storico con riferimento soprattutto all’inquinamento acustico» e dopo le rilevazioni dell’Arta con la scoperta di «un notevole superamento del valore limite di immissione notturno ascrivibile». L’incarico ha un costo di oltre 9mila euro.

