“A ruba” Panda e Fiat 500

4 Aprile 2017

Con i disturbatori di frequenza si inibiscono i telecomandi

PESCARA. Sono principalmente due le tecniche usate per rubare le auto. Una, la classica: i ladri rompono il vetro, entrano nell’auto mentre l’allarme suona e alla velocità della luce sostituiscono la centralina elettrica per farla partire e fuggire.

L’altra, più subdola e meno rumorosa è quella che utilizza gli jammer, i disturbatori di frequenza usati per inibire il funzionamento degli allarmi delle autovetture. In pratica, come riferiscono dalla polizia stradale quotidianamente in prima fila anche per contrastare i furti di auto, lo jammer entra in azione quando il proprietario della vettura parcheggia e scende. Prima che azioni il telecomando per chiudere la macchina, il ladro, che lo sta controllando a vista, aziona la trasmittente in grado di coprire qualsiasi altro segnale, compreso quello che dal telecomando della macchina dovrebbe arrivare alla centralina dell’auto.

E così succede che il proprietario si allontani convinto di aver chiuso l’auto senza sapere che di lì a poco nella sua macchina s’infila il ladro che, tranquillo, senza l’allarme in funzione, può armeggiare per sostituire la centralina e andarsene poi indisturbato alla guida della macchina rubata.

Macchine che poi sono sempre le stesse, almeno stando alle denunce di questi ultimi mesi. E cioè: Fiat 500 (le piccole a cui si stanno aggiungendo le Large), Fiat Panda, Citroen C3, Lancia Y e Audi, A3 e A1. L’obiettivo, prima ancora della rivendita sui mercati esteri, i pezzi di ricambio: il tempo di arrivare a destinazione e nel giro di poco le vetture sono già smontate.