A San Silvestro festa per le cinque croci

1 Novembre 2022

Castagne in piazza per raccogliere i fondi destinati a ricollocare i simboli sradicati 60 anni fa

PESCARA. «Ci vediamo alle cinque croci». Almeno fino agli anni ’60 questa frase per chi abitava a San Silvestro rappresentava un chiaro appuntamento in un definito punto di incontro. Un luogo di riferimento per gli abitanti del rione, che portava con sé un significato religioso e storico allo stesso tempo. Sono passati una sessantina d'anni da quando le cinque croci vennero sradicate, per consentire l'ampliamento della strada tra Colle Renazzo e San Silvestro, eppure quel simbolo è ancora vivo nella memoria degli abitanti del quartiere. Ora l’obiettivo è di ricollocarle al loro posto. Per farlo è partita una raccolta fondi, coadiuvata sabato e domenica dall'associazione Il Grillo, attraverso la manifestazione “Castagne e Vino”. Giunta alla sua 15ª edizione, dopo tre anni di pausa dovuta alla pandemia, l’associazione quest’anno ha riportato nel cuore di San Silvestro l’evento a cui hanno partecipato anche il sindaco Carlo Masci e l'assessore Eugenio Seccia.
Per due serate, sabato e domenica, cibo autunnale, storie incantate in perfetto stile Halloween, e antiche tradizioni come la pigiatura dell’uva hanno animato il quartiere. «È stato un enorme successo di pubblico», commenta Cesare Di Michele, presidente dell'associazione Il Grillo, «con una grande affluenza. La piazza era addobbata in un modo meraviglioso. Attraverso la vendita del vin brûlé e delle cartelle per la tombola siamo riusciti a raccogliere circa 600 euro, che consegneremo per ricollocare le cinque croci al loro posto».
«Non sono chiare le origini delle cinque croci», specifica don Maurizio Buzzelli, parroco di San Silvestro, «ma con ogni probabilità vennero posizionate dopo una missione popolare a San Silvestro che durò almeno una quindicina di giorni con la partecipazione di diversi missionari, che potrebbe risalire almeno agli anni ’20-’30, se non prima. Nella contrada ce ne sono altre due, conservate ancora oggi, mentre quelle vennero tolte. Ora c’è la volontà di rimettere al proprio posto questo simbolo religioso e popolare. Mancano ancora altri fondi, per cui verrà promossa una raccolta».
Le due serate hanno visto l’organizzazione di un laboratorio di inglese per i piccini, un angolo animato dalle storie raccontate dalle streghe Celestina, Lunalù e dalla piccola apprendista Sofia e la messa in scena, da parte di Claudio Orsini, Lorenzo Di Nisio e Sofia Marinelli della tradizione della pigiatura dell’uva con i piedi. Non sono mancati musica e stand gastronomici a base di cif e ciaf, polenta, patate, panini con la salsiccia, vin brûlé e 120 chili di castagne.(m.pa.)