A San Valentino ecco le Case della demenza

16 Dicembre 2023

SAN VALENTINO. Per ora sono un'idea progettuale le «Case della demenza» che l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Antonio D'Angelo, vorrebbe realizzare sul territorio di San Valentino in...

SAN VALENTINO. Per ora sono un'idea progettuale le «Case della demenza» che l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Antonio D'Angelo, vorrebbe realizzare sul territorio di San Valentino in Abruzzo Citeriore in collaborazione con il professor Stefano Sensi, direttore della clinica neurologica di Chieti. «Si tratta di abitazioni diffuse», spiega il sindaco, «che saranno sparse sul comprensorio comunale. Avranno lo scopo di aiutare i pazienti affetti da demenze, i loro familiari, con l'aiuto degli operatori sanitari, ad affrontare meglio la malattia. Il nostro scopo sarà anche quello di sensibilizzare la popolazione all'accettazione di un progetto per migliorare la vita dei pazienti e delle loro famiglie». Un progetto per il quale l'amministrazione «sta cercando finanziamenti» per poterlo realizzare, ma intanto oggi se ne parlerà durante la festa di Natale che dalle 10 si svolgerà al Centro riabilitativo delle demenze (attualmente diretto da Astrid Thomas, docente dell'università di Chieti) dell'ospedale di via Paolo Borsellino a San Valentino (Cers), alla quale parteciperanno le autorità locali.
La festa, che sarà allietata da musiche, tombolate e brindisi, celebrerà il momento conclusivo del Caffè Alzheimer (che nascono nel 1997 da una idea del medico olandese Bere Miesen), ovvero una serie di cinque incontri formativi, tra personale sanitario della Asl di Pescara e ricercatori dell'università D'Annunzio di Chieti, con le famiglie caregiver dei pazienti, che si sono svolti tra luglio e novembre in un bar di san Valentino. Tra un caffè e un gelato, caregiver e pazienti, hanno imparato come si affronta la malattia. In un report stilato dagli operatori sanitari si legge che le famiglie hanno appreso «la comunicazione efficace nel declino cognitivo, l'organizzazione degli spazi domestici, la vita quotidiana legata all'alimentazione, cura e igiene personale, gli aspetti medico-sanitari, sicurezza e sistema assistenziale». Incontri che «sono stati molto apprezzati», ha detto il sindaco D'Angelo, «dai familiari di persone affette da declini cognitivi» che hanno avuto modo di alleggerire il peso della malattia attraverso laboratori teatrali, di canto e musicoterapia». (c.co.)