A scuola caldaie a biomasse per risparmiare
Popoli, al via l’utilizzo del combustibile vegetale. L’assessore: «Spenderemo 13 mila euro in meno»
POPOLI. L’anno scolastico parte con il riscaldamento a biomasse. Dopo prove e collaudi, è stato avviato l’impianto di riscaldamento a biomasse del plesso scolastico concentrato nel palazzo di piazza Paolini, costituito da scuola materna, asilo nido e, a lavori post-sisma ultimati, dalla scuola elementare e media, nonché della sede del nuovo Comune attivata dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
«L’intervento», spiega l’assessore ai Lavori pubblici Dino Santoro, «che prevedeva la realizzazione di un impianto per l’utilizzo del “cippato” (viene ricavato dalla triturazione di materiale vegetale legnoso derivante da colture dedicate, da manutenzioni forestali o da residui di potature anche di privati) per la fornitura dell’energia termica finalizzata al riscaldamento e alla fornitura di acqua calda sanitaria dietro finanziamento regionale di 350 mila euro, è stato eseguito dalla ditta Rizio srl di Tocco da Casauria. L’impianto di utilizzazione delle biomasse è stato realizzato tramite l’installazione di una caldaia a biomassa da 500 kw con efficienza nominale pari al 90 per cento, un dispositivo di estrazione automatica ceneri, un filtro multi ciclone e un recuperatore di calore dei gas di scarico che permetterà l’efficienza del sistema».
La nuova caldaia è stata installata in un nuovo locale adiacente alla centrale termica esistente che provvedeva al fabbisogno energetico del plesso scolastico tramite due generatori di calore a metano della potenza di 500 kw ciascuno e da un impianto solare termico della superficie di 42 metri che finalizzato alla fornitura di acqua sanitaria.
«La caldaia a biomasse», fa rilevare l’assessore, «si aggiungerà a quelle esistenti a metano, di cui una funzionerà e l’altra sarà di riserva, in un sistema estremamente elastico in modo che qualsiasi gruppo, in caso di cattivo funzionamento, possa essere sostituto dall’altro e, in situazione di normale regime, potremo avere la doppia integrazione da fonti rinnovabili (biomassa e cippato). La fonte principale di alimentazione della nuova caldaia, il cippato, sarà stoccato in apposita area di località Santo Patre, immediatamente fuori città e trasportato poi sul luogo di utilizzazione.
L’amministrazione comunale», conclude Santoro, «da sempre vicina alla tutela dell’ambiente compie un altro passo in questo senso e risparmia, circa il 23 per cento della spesa preventivata per la caldaie a metano, consistente in circa 13 mila euro».
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