A scuola e all’università: chi rientra e chi no

25 Aprile 2021

Superiori in classe al 70%, le quinte al cento per cento. Tornano le sedute di laurea in presenza

PESCARA . La scuola è un altro dei grandi temi del nuovo decreto Covid. Dai nidi alle università sono state messe nero su bianco le regole che accompagneranno alunni e studenti da qui ai prossimi mesi. Il primo punto fermo riguarda i più “piccoli”. Fino alla terza media, infatti, da domani alla conclusione dell’anno scolastico 2020-2021, è assicurato in presenza sull'intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi per l’infanzia, dell’attività scolastica e didattica della scuola dell’infanzia, di quella primaria e secondaria di primo grado. In sostanza fino alla terza media.
Discorso diverso per gli istituti superiori che «adottano forme flessibili nell’organizzazione dell'attività didattica», si legge nel decreto, «affinché nella zona rossa sia garantita l'attività didattica in presenza ad almeno il 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento della popolazione studentesca e, nelle zone gialla e arancione, ad almeno il 70 per cento e fino al 100 per cento della popolazione studentesca». L’Abruzzo ha scelto di ripartire dal 70%, fatta eccezione per le classi quinte che saranno in presenza al 100% al fine di preparare al meglio l’esame di maturità. Le stesse percentuali valgono anche nei Comuni che sono in zona rossa.
Il decreto chiarisce, poi, gli aspetti che riguardano il mondo delle università. Da domani al 31 luglio, nelle zone gialle e arancioni, le attività didattiche e curriculari delle università sono svolte «prioritariamente in presenza secondo i piani di organizzazione della didattica e delle attività curricolari predisposti nel rispetto di linee guida adottate dal ministero dell’Università e della Ricerca». Durante lo stesso periodo nella zona rossa, i piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari «possono prevedere lo svolgimento in presenza delle attività formative degli insegnamenti relativi al primo anno dei corsi di studio ovvero delle attività formative rivolte a classi con ridotto numero di studenti». Sono poi previsti, salva diversa valutazione delle università, lo svolgimento in presenza degli esami, delle prove e delle sedute di laurea, delle attività di orientamento e di tutorato, delle attività dei laboratori, nonché l’apertura delle biblioteche, delle sale lettura e delle sale studio, tenendo conto anche delle specifiche esigenze formative degli studenti con disabilità e degli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento. (a.s.)