A scuola senza zaino, libri di testo e cattedra

11 Settembre 2018

Alla primaria Renzetti la sperimentazione del modello didattico Orsi: laboratori e incontri di gruppo

PESCARA. A scuola senza zaino, ma anche senza banchi, libri di testo e cattedra. In due aule caratterizzate da tavoli quadrati a misura di bambini, dotati di colori in comune acquistati dai genitori e altri strumenti tattili, i 36 alunni di due prime classi della scuola primaria Renzetti hanno cominciato ieri la sperimentazione del modello didattico ideato da Marco Orsi.
Si tratta della prima esperienza nella provincia di Pescara della metodologia ispirata alla pedagogia montessoriana, che ha tra gli obiettivi quello di rendere i ragazzi indipendenti, creativi e autonomi. Il modello è stato teorizzato nel volume “La scuola senza zaino” da Marco Orsi, ex insegnante e attuale preside a Lucca, e nel 2017 è stato adottato da 328 scuole in tutta Italia. A Pescara il percorso è stato avviato in due classi che ieri hanno iniziato il ciclo didattico, nell’istituto in Strada Prati guidato dalla dirigente scolastica Stefania Petracca, grazie a un investimento voluto dall’assessore comunale all’Istruzione Giacomo Cuzzi che ammonta a 20mila euro.
Il progetto “A scuola senza zaino” è tra le più grandi novità nel panorama scolastico nazionale. «La prima differenza», rimarca la preside Petracca, «è la sistemazione degli spazi: nelle aule non troviamo né la classica cattedra frontale né i banchi in fila. La classe è divisa in aree di lavoro: ci sono dei grandi tavoli quadrati, la zona dei laboratori e del lavoro individuale e, infine, l’agorà in cui si organizzano gli incontri di gruppo ed è l’unico spazio in cui l’insegnante si pone frontalmente rispetto agli alunni. I docenti hanno una funzione di guida e, sostanzialmente, devono aiutare i piccoli a essere autonomi e a fare da soli». Mancano anche i libri di testo; al loro posto ci sono dei quaderni specifici, e i materiali didattici tradizionali, sostituiti da strumenti didattici «in grado di stimolare la curiosità».
«Alla primaria Renzetti», spiega Cuzzi, «è da tempo iniziato un lavoro di informazione e preparazione su questo metodo riconosciuto dal Miur. Lo zaino diventa un simbolo di cui si può fare a meno, perché gli strumenti necessari per giungere alle conoscenze si troveranno già nelle aule. Si tratta di una rivoluzione importante perché abitua i nostri ragazzi a familiarizzare con il seme della consapevolezza di se stessi, presuppone autonomia e rafforza l’autostima». (y.g.)
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