A settembre 60 Comuni scelgono sindaci e consigli

Amministrative il 20 e 21. Un mese prima (20 agosto) presentazione delle liste Gli eventuali ballottaggi previsti solo per Chieti e Avezzano il 4 e 5 ottobre
L'AQUILA . Il Senato ha votato, per la seconda volta, ieri mattina, la fiducia posta sul decreto elezioni, sancendo l'accorpamento tra regionali e referendum.
In Abruzzo, oltre che per il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, si voterà per il rinnovo di sessanta consigli comunali, tra cui Chieti e Avezzano, domenica 20 settembre e lunedì 21. Entro il 20 agosto vanno presentate le liste mentre i ballottaggi sono previsti per il 4 e 5 ottobre 2020.
Le elezioni si sarebbero dovute svolgere in una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno ma, a causa dell’emergenza Covid-19, con il divieto di assembramenti, si è andati al rinvio. Dei sessanta comuni abruzzesi chiamati al voto solo due superano i 15mila abitanti, Chieti, unico capoluogo di provincia, e Avezzano, principale città della Marsica commissariata dal giugno 2019.
ELEZIONI PROROGATE. «In deroga a quanto previsto dall’articolo 1, comma 1, della legge 7 giugno 1991, numero 182, limitatamente all’anno 2020, le elezioni dei consigli comunali, previste per il turno annuale ordinario, si tengono in una domenica compresa tra il 15 ottobre e il 15 dicembre 2020»: questo il testo del decreto governativo, che ha fatto slittare la data delle elezioni dalla primavera all'autunno, a causa dell'emergenza sanitaria e del lockdown.
Ma ieri, è arrivato il voto sulla fiducia per il decreto elezioni, che ha di fatto dato il via libera all'apertura dei seggi per il 20 e il 21 settembre.
DOVE SI VOTA. Le elezioni quindi slittano all’ultimo giorno dell’estate per un totale di 185.289 abruzzesi.
La provincia dell’Aquila guida la classifica con 107.065 elettori, seguono quella di Chieti con 62.695 votanti, la provincia di Teramo con 8.624 e quella di Pescara con 6.905 cittadini che si recheranno alle urne per eleggere i nuovi sindaci e i consigli comunali. Sempre l’Aquilano guida la classifica del maggior numero di comuni, ben 48, interessati alle prossime amministrative, mentre nelle altre tre province i comuni sono 12, equamente suddivisi: quattro per ciascun territorio. Questi i centri più popolosi che tornano al voto: si parte con Chieti, con una popolazione legale di 51.484 residenti. Il sindaco uscente è Umberto Di Primio. Si passa, poi, ad Avezzano con 42.509 abitanti, a seguire Celano (10.982 residenti), sindaco uscente Settimio Santilli, Guardiagrele, 9.367 abitanti e primo cittadino uscente Simone Dal Pozzo e Castel di Sangro (5.985) dove il sindaco uscente, Angelo Caruso, è anche presidente della Provincia dell’Aquila.
COMUNI LILLIPUT. C'è, poi, il versante dei micro comuni, con pochissimi abitanti.
In base ai residenti, troviamo, nell'ordine: San Benedetto in Perillis, con appena 127 abitanti, sindaco uscente Gianfranco Sirolli, Villa Santa Lucia, sindaco uscente Antonio Paride Ciotti, che di abitanti ne ha 141. Al terzo posto dei micro-paesi dove si voterà a settembre c’è Rocca Pia, con il sindaco uscente Mauro Leone e appena 167 residenti.
Un altro dato statistico riguarda i comuni abruzzesi con meno di mille abitanti che tornano alle urne: sono 29, quasi il 50% del totale.
COMUNI SENZA SINDACO. Sono quattro i centri senza sindaco: il principale è Avezzano dove, dall’11 giugno del 2019, Mauro Passerotti è commissario prefettizio, affiancato dal sub commissario Maria Assunta Rosa. Il commissariamento della città è arrivato dopo che il consiglio comunale è stato sciolto per la mancata approvazione del bilancio consuntivo 2018, che ha determinato la decadenza del sindaco in carica in quel momento, Gabriele De Angelis.
A Civitaquana, invece, il sindaco Francesco Palumbo è stato sfiduciato il 23 novembre del 2019. Il terzo caso riguarda Cappadocia dove, il 21 maggio nel 2019, il consiglio comunale è stato sciolto per le dimissioni del sindaco, Lorenzo Lorenzin, che tra l'altro è il fratello dell'ex ministro della salute, Beatrice Lorenzin. La nomina commissariale, in questo caso, è caduta su una donna, Lucia Chiara Buonocore, alla quale è subentrata recentemente Franca Santoro. Ma c'è anche un caso decisamente anomalo. A Torre de’ Passeri si è verificato il mancato raggiungimento del quorum alle amministrative del 26 maggio 2019, pertanto non è stato possibile eleggere il sindaco. Il commissario Adolfo Valente, nominato subito dopo dal prefetto di Pescara, guiderà il comune fino al 20 settembre, quando si tornerà a votare.
LA SCELTA DELLA DATA. L'incognita del voto, e della fiducia posta sul decreto elezioni, riguardava soprattutto la data. Il Governo ha proclamato l'election day per il 20 settembre e il 21 mattina, anche se in un primo momento era stato ipotizzato di tornare alle urne il 6 o il 13 e 14 settembre, per consentire agli studenti di tornare sui banchi di scuola il 15 settembre.
La data ipotizzata, per l'inizio del nuovo anno scolastico potrebbe essere proprio il 14 settembre: in questo caso, gli istituti scolastici sede di seggio dovranno, a distanza di una settimana dalla riapertura, bloccare le attività didattiche per qualche giorno per consentire le votazioni amministrative e il referendum.

