A Torino Lo Russo sfiora il 60%

19 Ottobre 2021

Risultato netto dopo i numeri del primo turno: «Ora faremo ripartire la città»

TORINO. Torino torna ad essere il «villaggio di Asterix» del centrosinistra. Con il 59,23% dei voti, il dem Stefano Lo Russo è il nuovo sindaco. Ha sconfitto Paolo Damilano, il candidato civico di Torino Bellissima sostenuto dal centrodestra, che fallisce la rimonta e non va oltre il 40,77%.
«Abbiamo davanti la sfida di far ripartire la città e la prima cosa sarà invitare tutte le energie a dare una mano ricreando il sistema Torino che, quando è capace di essere davvero sistema, le ha consentito di fare passi avanti», promette il primo cittadino eletto, che dovrà riconquistare i numerosi elettori rimasti a casa. L'affluenza ha infatti toccato un altro minimo storico, dopo quello di due settimane fa, fermandosi al 42,13%. «C'è una grande questione nazionale di disaffezione dei cittadini dalle istituzioni e Torino non fa eccezione. Il compito che dobbiamo darci è di riportare i torinesi ad avere fiducia nella loro amministrazione», è l'impegno di Lo Russo, festeggiato al suo comitato elettorale, tra gli altri, dagli ex sindaci Valentino Castellani, Sergio Chiamparino e Piero Fassino. «Abbiamo impostato la campagna elettorale - aggiunge - con una sedia che simboleggiava anche fisicamente il tornare a mettersi in ascolto e dialogare, e vogliamo riproporre questo stile», aggiunge annunciando per lunedì prossimo la nuova giunta, in maggioranza donne, per comporre la quale sceglierà «le persone migliori».
Lo Russo ha già sentito Chiara Appendino che, messa da parte la rivalità di questi anni, ha ribadito la disponibilità «a fare un passaggio di consegne il più velocemente possibile». Anche perché, osserva, «ho una scadenza», la nascita del secondo figlio Andrea, e «non vorrei essere in ospedale». Tra le tante telefonate, il sindaco eletto ha ricevuto anche quella dello sconfitto Damilano. Partito con grande anticipo sullo sfidante, e per mesi considerato in vantaggio, l'imprenditore spera ora che Lo Russo «si prenda cura di Torino nel momento più complicato della sua storia». E si rammarica per la scarsa partecipazione al voto. «Torino non ha avuto voglia di lottare per il cambiamento. La vera sconfitta è la politica», è l'analisi di Damilano.