«A Tunisi che paura! Finalmente a casa dal viaggio-funerale»

23 Marzo 2015

Alessio Terra, sopravvissuto con moglie e figli all’attentato rientra a Pescara e racconta gli ultimi giorni a bordo

PESCARA. «Non vedevamo l’ora che la crociera finisse e finalmente stiamo tornando a casa». Alessio e Monica Terra saranno a Pescara nel primo pomeriggio, ma da ieri mattina sono in Italia, con la Costa Fascinosa che ha fatto scalo al porto di Savona prima di proseguire per quello di Civitavecchia dove Alessio, la moglie e i loro due bambini scenderanno per fare rientro a Pescara.

«Ci aspetta una lunga stagione di lavoro a cominciare dal primo aprile», dice Alessio che con la famiglia porta avanti da anni il ristorante e lo stabilimento balneare “La croce del sud”, «ma sinceramente pensavamo di rientrare in ben altre condizioni». Difficile, come racconta lo stesso Alessio, dimenticare il clima respirato a bordo della nave dopo l’attacco terroristico subìto a Tunisi mercoledì scorso durante un’escursione al museo di gran parte degli ospiti della Nave Costa, con un bilancio finale di 4 italiani morti e diversi feriti.

«È stata una tragedia», racconta ancora Alessio, «sulla nave da mercoledì sera hanno sospeso tutti gli intrattenimenti, sembrava un funerale, con le messe commemorative e la gente che aveva vissuto l’attacco al museo che raccontava e piangeva anche per gli amici morti. La Costa Crociera ha messo a disposizione un volo e il rimborso per chi voleva scendere a Palma de Mallorca sabato, ma a quel punto mia moglie ed io abbiamo deciso di proseguire perchè tanto il viaggio era agli sgoccioli e ci sembrava di lucrare sulle persone morte per riprenderci i soldi. E poi comunque ci siamo concentrati sui bambini, non volevamo lasciargli il ricordo che questa vacanza fosse quella dell’attentato e dei morti a Tunisi. Purtroppo, il grande nonostante abbiamo fatto di tutto per non fargli capire la situazione, ha intuito qualcosa, tanto che la sera non voleva uscire dalla cabina. Ma alle nove eravamo comunque tutti in cabina, sulla nave non c’era più nulla da fare, niente giochi, niente musica, niente intrattenimento, niente di niente. Ma l’importante è che torniamo a casa sani e salvi, e non vediamo l’ora di tornare a casa. Perché mercoledì pomeriggio non ci eravamo resi conto bene di quello che era successo, ma quando ho acceso la televisione e ho visto la tragedia mi sono tornate subito in mente le parole del tassista quando, proprio pochi minuti prima dell’attentato, ci aveva indicato il parlamento mentre ci passavamo davanti. E potevamo esserci anche noi, lì a due passi nel museo, visto che non abbiamo partecipato all’escursione al museo Bardo solo per timore che i bambini si annoiassero. È stato per loro che abbiamo cercato di far finta di niente e di continuare il viaggio a Palma de Mallorca e poi a Marsiglia dove abbiamo cercato di fargli passare gli ultimi giorni di vacanza nel modo più spensierato possibile. Ma anche loro non vedono l’ora di tornare a casa. Noi possiamo solo ringraziare che siamo sani e salvi».

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