A un passo dai 5mila sfollati in regione

PESCARA. Il numero dei rifugiati ucraini accolti in Abruzzo è a un passo da raggiungere la quota psicologica di 5mila. Ieri pomeriggio il numero dei profughi identificati era infatti 4.778, secondo...
PESCARA. Il numero dei rifugiati ucraini accolti in Abruzzo è a un passo da raggiungere la quota psicologica di 5mila.
Ieri pomeriggio il numero dei profughi identificati era infatti 4.778, secondo quanto riportato dal bollettino quotidiano della Protezione civile regionale. In crescita anche il numero dei minori, che ha raggiunto la soglia di 1.120.
In testa all’accoglienza c’è ancora il Teramano, dove gli ucraini accolti sono 1.582. Segue il Pescarese con 1.474. Staccati l’Aquilano (997) e il Chietino (725).
La maggior parte degli ucraini accolti in Abruzzo è ospitata in case di amici e parenti o di strutture pubbliche esterne ai centri di accoglienza Cas tradizionali: ben 2.781. Sono, questi, quelli che attendono ancora l’attivazione da parte della Protezione civile della piattaforma per il contributo economico di sostegno a chi ha trovato un’autonoma sistemazione (300 euro al mese per ogni adulto, 150 per ogni minore). «Il contributo è erogato per un massimo di 90 giorni, a decorrere dalla data di presentazione della richiesta di protezione temporanea. Sarà possibile richiedere il contributo accedendo ad una piattaforma dedicata che sarà disponibile a breve su questo sito», scrive il dipartimento nazionale di Protezione civile sul suo sito web istituzionale.
Gli ucraini ospitati nei centri di accoglienza “tradizionali” Cas, invece, sono 195. La restante parte si trova all’interno degli alberghi e delle altre strutture ricettive che in massa hanno dato disponibilità a partecipare all’accoglienza di chi fugge dalla guerra: 1.802 profughi, di cui 1.127 solo nel Teramano, 538 nel Pescarese e 137 nel Chietino.
Dei 4.778 profughi identificati, sono 4.276 quelli che hanno già ricevuto l’esito del tampone: i positivi al Covid sono soltanto 124.
Sono invece 635 le dosi di vaccino somministrate a gli ucraini in fuga dalla guerra che, una volta giunti in Abruzzo, hanno deciso di completare qui il ciclo vaccinale. (u.c.)

