A24/A25, il governo apre a Toto Si parte dalla cifra di 2,6 miliardi

Ecco la lettera del Ministero dei Trasporti che risponde alle proposte dell’ex concessionario
PESCARA. Tre lettere nel giro di appena sei giorni. Un botta e risposta serrato tra il Ministero delle Infrastrutture e la Toto Holding per trovare la madre di tutti gli accordi. La trattativa è nella fase cruciale. Parte da una richiesta di 2,6 miliardi di liquidazione a favore della società Strada dei Parchi, ex concessionaria di A24 e A25, estromessa un anno fa dalla gestione delle due autostrade con un atto unilaterale che però è finito davanti ai giudici della Consulta. A questa prima cifra, il Mit rilancia al ribasso: un miliardo e 985 milioni. Una differenza di 615 milioni. Ma mostra un’apertura alla soluzione di tutti i contenziosi. Le tre lettere sono atti riservati, di cui la Regione è però a conoscenza. Il passaggio chiave è nella seconda che è datata 24 maggio 2023.
LA VOLONTÀ A CHIUDERE
L’ingegner Elisabetta Pellegrini, la prima manager donna a guidare la Struttura tecnica del Mit, scrive alla Toto Holding e risponde che: «La prosecuzione delle attività di individuazione, dei parametri essenziali delle iniziative da assumersi da parte di questo Ministero, ivi inclusi quelli utili per una eventuale soluzione transattiva, sono al vaglio dell’autorità politica e oggetto di interlocuzioni a un livello più ampio, al cui esito seguiranno successive occasioni di confronto con codesta società».
È chiara quindi la volontà di chiudere in modo consensuale. Ma sulle cifre c’è ancora distanza. Lo si capisce dalla lettera numero uno della serie.
LE DUE PROPOSTE
Due giorni prima, il 22 maggio scorso, il manager di lungo corso, Lino Bergonzi, consigliere delegato della Holding di Toto, infatti scrive all’ingegner Pellegrini e per conoscenza ad Alfredo Storto, Capo di gabinetto del ministro Salvini. In sei pagine di lettera, Bergonzi illustra due possibili scenari. Partiamo dal transattivo: «In un primo momento il Ministero aveva quantificato l’importo dell’indennizzo dovuto a Strada dei Parchi in 2.140 milioni di euro, modificato e rideterminato poi in 1.985 milioni», premette il consigliere delegato della Toto Holding.
A questa cifra, secondo il Mit, andrebbe però sottratto «il debito residuo del corrispettivo concessorio, pari a 829 milioni di euro». Mentre il pagamento in favore del Gruppo Toto «verrebbe effettuato in due tranches, una al 31 luglio 2023, l’altra al 31 dicembre 2023».
Ma è una proposta contestata dai rappresentanti del Gruppo che fa capo all’imprenditore teatino Carlo Toto, precisando, si legge nella lettera di Bergonzi, «che l’importo del valore terminale deve essere calcolato secondo quanto stabilito dalla Convenzione, e che dunque è pari a 2.327 milioni di euro oltre gli interessi. Riteniamo inoltre che sia dovuto a Strada dei Parchi anche l’importo di 305 milioni di euro (per l’interruzione anticipata di 8 anni della stessa convenzione la cui scadenza naturale era fissata per il 2030, ndr)».
In definitiva l’esborso complessivo da parte dello Stato ammonterebbe a 2.631 milioni di euro più gli interessi. Ma c’è anche uno scenario due che propone il ritorno sulla scena di Strada dei Parchi, scalzata un anno fa da Anas, grazie a una discussa norma-provvedimento dell’ex governo Draghi.
La soluzione alternativa allo scenario prevederebbe, al posto della liquidazione, il “ripristino” della concessione già affidata a Strada dei Parchi fino alla scadenza convenzionale del 2030. Quindi la Concessionaria tornerebbe in pista con tutti i diritti, compreso quello di eseguire con immediatezza le opere previste per l’adeguamento e la messa in sicurezza sismica. Ma è una ipotesi per ora esclusa dal ministero. Consulta permettendo.
LO STOP DELLA MANAGER
«In ogni caso, sebbene la parte lo abbia rappresentato con decisione, questo Ministero non ha mai espresso l’eventualità di un ripristino della concessione». Scrive l’ingegner Pellegrini nella lettera due, quella con la risposta alle proposte della Toto Holding. Arriviamo così alla terza missiva datata 26 maggio.
CHI RISCHIA GROSSO.
Lettera numero tre, Bergonzi controreplica: «Prendiamo atto di quanto Ella ci ha comunicato, con particolare riferimento alla riaffermata inequivocabile volontà del Ministero concedente di giungere a una conclusione “consensuale” e “transattiva” della vicenda che eviterebbe un probabile rilevantissimo esborso dello Stato chiamato a rimediare ai danni economici, oltre che reputazionali, causati a Strada dei Parchi spa ed all’intero Gruppo Toto dalla risoluzione della concessione. Auspichiamo pertanto l’avvio di un nuovo Tavolo tecnico/politico, comunque decisionale, con la presenza dei soggetti da Lei menzionati (Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Presidenza del Consiglio dei ministri, Ministero dell’Economia e delle Finanze) in cui dal confronto con la Concessionaria venga finalmente individuata la soluzione transattiva di reciproco gradimento che anche noi auspichiamo».
Entro fine mese la partita si chiude. Salvo complicazioni.

