«Abbiamo bisogno di modelli positivi»

7 Novembre 2016

Il sindaco di Pescara Alessandrini racconta l’origine della giornata dedicata ai resistenti abruzzesi

PESCARA. Sindaco Marco Alessandrini, com’è nata questa giornata a Montecitorio dedicata all’Abruzzo?

«Farei una premessa: io difendo la categoria della politica, della quale nessuno sembra avere fiducia. Però questo è un caso in cui gli impegni si prendono e si onorano».

A quali impegni si riferisce?

«Nel luglio 2015 la presidente Boldrini trascorse una giornata in Abruzzo. Visitò il sito di Bussi, pranzò alla mensa della Caritas, poi ci fu un incontro pubblico nella sala consiliare del Comune durante il quale consegnammo alla presidente della Camera il Delfino d’oro, il massimo riconoscimento della città. Lì pensammo a una giornata dedicata alla Brigata Maiella, perché nella sua attività come presidente della Camera, la Boldrini si è dimostrata molto sensibile al discorso della memoria dei partigiani. Si ricorderà che invitò in un’occasione i partigiani alla Camera dicendo loro: “qui non siete ospiti, siete i padroni di casa, perché avete contribuito a fondare la nostra Repubblica”».

Veniamo dunque alla Brigata Maiella.

«La presidente Boldrini mi parlò della manifestazione “Montecitorio a porte aperte” e della possibilità di rappresentare in quell’occasione anche spettacoli teatrali. Io le parlai di questa rappresentazione ispirata alla vicenda eroica della Brigata Maiella. Ci siamo messi a lavorare e ci siamo riusciti dopo un anno, anche grazie all’onorevole Gianni Melilla».

Quanto è importante mantenere viva la memoria di questi italiani?

«Mi sento sempre di prestare un grato tributo di riconoscenza a dei ragazzi che parafrasando un poeta, “non potevano cantare con il piede straniero sopra il cuore”. Quelle persone non avevano nulla e hanno messo in gioco tutto. Come si fa a non esserne ammirati. Oggi c’è necessità di trarre ispirazione da loro, abbiamo un grande bisogno di ideali, di modelli positivi».

Nella delegazione abruzzese c’era anche la prima presidente della Regione Abruzzo Anna Nenna D’Antonio.

«Il colpo d’occhio della sala era magnifico. C’erano i familiari dei partigiani Troilo e Travaglini, c’era il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini e c'era infatti Anna Nenna D'Antonio, anche questo è una testimonianza di sensibilità istituzionale da parte della presidente Boldrini».

La presenza femminile nella politica e nelle istituzioni è un tema costante della presidenza Boldrini.

«All'ingresso della bellissima sala Regina, dove si siamo riuniti, ci sono le foto con la prima donna ministro, Tina Anselmi, le 21 donne costituenti tra cui la nostra Filomena Delli Castelli, c’è una raccolta eccezionale delle dieci donne sindaco nel 1946 e c’è la foto della prima donna presidente di un’assemblea regionale, Anna Nenna D’Antonio. Vedere queste foto vicino ai busti di Sonnino, Giolitti e altri, tutti maschi, fa una certa impressione».

Domani (oggi per chi legge, ndr) lei sarà tra i 600 sindaci chiamati a raccolta dalla Boldrini alla Camera.

«E’ un riconoscimento importante per gli amministratori locali. Piaccia o no, i sindaci sono la frontiera delle istituzioni. Il nostro è il mestiere più difficile, ma è il più onorevole dei mestieri».

E ne vale la pena?

«Certo, ne vale senz’altro la pena». (a.d.f.)

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