«Abbiamo lavorato bene. Vado avanti»

31 Agosto 2017

«Sono tranquillo, l’intervento è stato approvato in Consiglio comunale. Lo abbiamo studiato e valutato sotto tutti i punti di vista». Parola di Antonio Luciani, il sindaco di Francavilla finito nel...

«Sono tranquillo, l’intervento è stato approvato in Consiglio comunale. Lo abbiamo studiato e valutato sotto tutti i punti di vista». Parola di Antonio Luciani, il sindaco di Francavilla finito nel vortice delle polemiche per la demolizione di Palazzo Sirena, suscitando, tra l’altro, le ire del critico d’arte Vittorio Sgarbi. «La prima cosa che vorrei precisare», afferma, «è che nel 2013 mi dedicarono un carro del Carnevale, nel quale già all’epoca venivo rappresentato col costume di un operaio della demolizione». L’intervento, dunque, sottolinea il sindaco, non è frutto di una decisione estemporanea. «Per la demolizione abbiamo indetto una gara. Il giorno dell’apertura delle buste», precisa, «mi è arrivata una lettera della Sovrintendenza nella quale si specificava che sul palazzo non esisteva alcun vincolo architettonico, ma soltanto quello etno-antropologico. Mi hanno dato 120 giorni di sospensione, che scadevano il 20 luglio. Avrei potuto riprendere i lavori ma non l’ho fatto, e ho spedito una Pec alla Sovrintendenza. Soltanto quando la “pinza” ha cominciato a lavorare mi hanno scritto dicendomi di aspettare. L’unica cosa che mi ha fatto veramente male, in tutta questa storia», aggiunge Luciani, «è stato sentire Sgarbi che pronuncia parole sul valore della ricostruzione. Il 30 dicembre del 1943 i tedeschi ammazzarono 20 persone in quello che è passato alla storia come l’eccidio di Santa Cecilia. Tra quelle persone c’erano mio nonno e mio zio. Mi si è stretto il cuore sentir parlare del valore della ricostruzione da un personaggio che neanche sa dove si trova Francavilla al Mare».