«Abruzzesi razzisti? No grazie»

Parla Troilo, candidato e figlio del comandante della Brigata Maiella
PESCARA. «Noi abruzzesi non possiamo essere razzisti», dice Carlo Troilo, figlio del fondatore e comandante della Brigata Maiella, Ettore Troilo, e candidato in Abruzzo pre la lista + Europa. I nomi degli aspiranti deputati e senatori del partito che fa capo a Emma Bonino, collegato in questa tornata elettorale con il Pd, sono stati ufficializzati ieri mattina a Pescara. All’incontro di presentazione del programma elettorale sono intervenuti Nico Di Florio, capolista alla Camera dei deputati nel collegio proporzionale Chieti – Pescara, avvocato alla sua prima esperienza in politica, impegnato nel sociale come coordinatore della delegazione territoriale della Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) e collaboratore all’università Gabriele d’Annunzio negli insegnamenti di diritto privato e diritto privato europeo; Carlo Troilo, capolista al Senato nella circoscrizione Abruzzo, giornalista impegnato nel campo dei diritti civili come dirigente dell’associazione Luca Coscioni, esperto di comunicazione politica e aziendale (capo ufficio stampa dell’Iri e direttore delle relazioni esterne della Rai); Maurizio Di Nicola, consigliere regionale di maggioranza in Abruzzo (Centro democratico) e candidato alla Camera nel collegio proporzionale L’Aquila – Teramo. In platea, tra i simpatizzanti della coalizione di centrosinistra, anche gli altri candidati della lista + Europa. «Oggi in Italia ci sono due pericoli: il fascismo e il razzismo», spiega Troilo, «noi abruzzesi non possiamo essere razzisti verso gli immigrati, perché per primi lo siamo stati noi. Ricordo che abbiamo avuto il più alto numero di immigrati in relazione al numero della popolazione. Esiste inoltre un altro pericolo, quello economico, a cui ci sta portando la politica di Berlusconi. Basti pensare che la flat tax al 23% da sola costa 40 miliardi all’anno, mentre l’abolizione della legge Fornero costa 25 miliardi annui e il reddito di cittadinanza 15 miliardi annui. La somma di queste cifre, 80 miliardi all’anno, equivale al default per l’Italia».
«Il dibattito politico italiano», aggiunge Di Florio, «è dominato da una campagna elettorale incentrata sull’odio e sulla rabbia, cifre comuni sia al centrodestra e sia ai populisti del Movimento 5 stelle. I candidati di questi schieramenti non fanno altro che distribuire paure, prendendo di mira il disegno europeista che invece noi difendiamo. Il tutto mentre la Francia e la Germania hanno annunciato l’avvio del percorso di creazione degli Stati Uniti d’Europa». (c.s.)

