ABRUZZO/1»LA MAPPA

PESCARA. È un errore decidere la nuova mappa degli ospedali prima di nominare i manager Asl di Chieti e dell’Aquila. Così la pensa la Regione, a guida centrodestra, che ha già scelto la via del...
PESCARA. È un errore decidere la nuova mappa degli ospedali prima di nominare i manager Asl di Chieti e dell’Aquila. Così la pensa la Regione, a guida centrodestra, che ha già scelto la via del rinvio del piano di riordino di sedici presìdi d’Abruzzo. Ad anticiparlo al Centro è una fonte autorevole della maggioranza. Al prossimo Tavolo di monitoraggio romano della sanità, quindi, l’Abruzzo non porterà le sue proposte. Ma chiederà di posticiparle a dopo l’estate. Cioè in autunno.
ESISTE GIÀ. Non fa in tempo, infatti la Regione, entro il 10 luglio prossimo, giorno in cui si riunirà il Tavolo costituito dai ministeri della Salute e dell’Economia e Finanze, a confezionare la nuova mappa degli ospedali anche se esiste già nella sostanza. E non prevede passi indietro ma, secondo le rivelazioni della stessa fonte qualificata, punta dritto alla creazione dei due Dea di II livello condivisi e funzionali (Chieti-Pescara e L’Aquila-Teramo), e al doppio salvataggio sia del punto nascita di Sulmona sia del presidio di Atessa come ospedale di area disagiata. Intanto ieri l’Intersindacale sanitaria abruzzese, che raccoglie 16 sigle autonome e una confederale, e rappresenta una popolazione di dipendenti della sanità abruzzese che supera quota 5mila, ha illustrato le proprie proposte.
STOP AI CAMPANILI. Le proposte sono state anticipate all’assessore regionale Nicoletta Verì alla quale, però, i sindacati chiedono un nuovo incontro e la possibilità di partecipare ai lavori della Commissione regionale del Piano di riordino della rete degli ospedali presieduta da Angelo Muraglia, direttore (in scadenza) del dipartimento Salute e Welfare.
Nell’incontro con la stampa, i sindacalisti Umberto Del Papa (Fials Medici), Alessandro Di Felice (Anpo), Massimo Calise (Intesa sindacale), Itala Corti (Cimo), Gabriele Pasqualone (segretario regionale Fials) e Walter Palumbo (segretario dell’Intersindacale), ieri hanno spiegato nel dettaglio il loro piano che, dicono, ha trovato la condivisione dell’assessorato alla Sanità.
Il comune denominatore è «Basta con i campanili». Così sottolinea Palumbo.
SUPER OSPEDALI. I presìdi di secondo livello, condivisi e funzionali, dovrebbero quindi essere due, accorpando gli ospedali di Chieti e Pescara, da un lato, e L’Aquila e Teramo dall’altro.
Dea di II livello dotati, ciascuno, di tutte le strutture previste per gli ospedali di I livello, comprese le presenze per 24 ore di servizi di Radiologia con Tac ed ecografia; di servizi di Laboratorio, Immuno-trasfusionali, Farmaceutici e Psicologia, nonché delle discipline medico-chirurgiche più complesse da distribuire equamente come: Pronto soccorso, Cardiologia con emodinamica interventistica per 24 ore, Neurochirurgia, Cardiochirurgia e Rianimazione cardiochirurgica, Chirurgia vascolare, toracica, maxillo-facciale e plastica, Endoscopia digestiva ad elevata complessità, Broncoscopia interventistica, Radiologia interventistica, Rianimazione pediatrica e neonatale, Medicina nucleare e altre eventuali discipline di alta specialità.
SCENDIAMO DI LIVELLO. Passiamo cioè ai presìdi di primo livello. Nella proposta dei sindacati autonomi sono cinque: ad Avezzano, Giulianova, Lanciano, Sulmona e Vasto.
Ciascuno dotato di Pronto soccorso, posti letto di Osservazione breve intensiva, Medicina interna, Chirurgia generale, Anestesia e rianimazione, Ortopedia e traumatologia, Ginecologia e Ostetricia, Pediatria, Cardiologia con unità di terapia intensiva cardiologica (Utic), Neurologia, Psichiatria, Oncologia, Oculistica e Otorinolaringoiatria con posti letto anche solo in day-hospital, e infine Urologia.
I QUATTRO DI BASE. Seguono, sempre nella proposta, i quattro presìdi di base, ad Atri, Ortona, Penne e Popoli, ciascuno datato di Pronto soccorso, posti letto di Osservazione breve intensiva, Medicina interna, Chirurgia generale, Anestesia, servizi di supporto di Radiologia, Laboratorio ed Emoteca in guardia attiva o pronta disponibilità per 24 ore, servizi di Farmacia e Psicologia.
GLI ULTIMI TRE. Infine i presìdi di zona disagiata ad Atessa, Castel di Sangro e Sant’Omero. Ciascuno con Pronto soccorso, posti letto di Osservazione breve intensiva, Medicina interna, Chirurgia generale, Anestesia, servizi di supporto di Radiologia, Laboratorio, Emoteca e di Farmacia.
CHE COSA MANCA. Sui letti, sia nel pubblico che nel privato, l’Intersindacale denuncia la mancanza di mille posti in tutto l’ Abruzzo. Quelli da accreditare, sarebbero in totale 4.834 così suddivisi: 1.433 in provincia di Chieti, 1.110 all’Aquila, 1.149 a Pescara e 1.142 a Teramo.
Il dossier con le richieste prevede inoltre il salvataggio del punto nascita di Sulmona, come del resto vuole fare la Regione, perché ospedale di riferimento per una zona interna disagiata, e otto performance da migliorare, tra cui spicca un vero piano di digitalizzazione sanitaria che, al netto dei ricorsi al Tar, introduca l’interconnessione tra tutti i servizi aziendali a cominciare dal Cup unico regionale. E infine, la sottoscrizione degli accordi di confine con Marche, Lazio e Molise per le prestazioni a bassa complessità assistenziale.
E non è un libro dei sogni.

