Abruzzo, 5 decessi nei cantieri in due mesi

I precedenti degli ultimi sessanta giorni, dalle vittime nel Teramano all’incidente al porto di Ortona
PESCINA. L’ultima tragedia sul lavoro simile a quella avvenuta ieri a Pescina, in ordine di tempo, risale a venerdì 21 ottobre scorso, quando Luca Di Virgilio, operaio aquilano di 56 anni dell’impresa edile Scimia arte e costruzioni di Bagno, è caduto da una scala all’interno di un cantiere della ricostruzione post-sisma a Leonessa, in provincia di Rieti.
L’operaio stava tinteggiando la facciata di un condominio quando è precipitato da una scala. Un volo di dieci metri che si è rivelato fatale. Di Virgilio è morto sul colpo.
Esattamente un mese fa un operaio di 49 anni, Tonino Fanesi, residente a Giulianova, è morto mentre lavorava alla Metallurgica abruzzese, azienda che produce reti metalliche a Marina di Mosciano Sant’Angelo, nel Teramano: è stato schiacciato dal macchinario che stava riparando e che sarebbe improvvisamente ripartito. A settembre ha perso la vita un 52enne di Bisenti, Roberto Scipione, salito sul tetto del capannone della Ecotel per installare pannelli fotovoltaici per conto di una ditta di Roseto per cui lavorava. Era arrivato sulla sommità attraverso un’impalcatura montata lungo una parete esterna dello stabilimento: in pochi istanti è precipitato all’interno sfondando un lucernario. Più di recente un altro incidente sul lavoro che ha scosso l’Abruzzo è stato quello costato la vita a un operaio di 41 anni a Ortona, in provincia di Chieti: a causa delle gravissime lesioni riportate dopo essere stato colpito dal gancio metallico di una gru, ha perso la vita Mark Canete Pepito, che stava lavorando sul pontone della Micoperi quando è stato colpito alla testa dal gancio.

