Abruzzo, 68 nuovi contagi Ci sono anche nove giovani

9 Ottobre 2020

Parruti mette in guardia gli anziani: «Evitate di abbracciare e baciare i nipoti»

PESCARA. «Oggi abbiamo la certezza che il virus circola sul territorio in modo significativo. C’è il bisogno urgentissimo di porre un argine forte: dobbiamo ottenere, attraverso i comportamenti individuali, gli stessi effetti positivi ottenuti con il lockdown. La situazione è ancora contenibile, ma dobbiamo stare attenti anche nella vita privata. Le dimostrazioni di affetto devono trovare forme alternative. I nonni, ad esempio, non dovrebbero abbracciare o baciare i nipoti. Siamo a un crocevia: è fondamentale capire questo». L’infettivologo Giustino Parruti rilancia l’appello alla responsabilità alla luce degli ultimi dati. In Abruzzo si registra un nuovo balzo dei contagi: sono 68 nel giro di 24 ore.
NUOVI CASI. Per vedere un numero tanto elevato bisogna tornare alla metà di aprile, quando l’Abruzzo era in pieno lockdown. Il trend, come accade nel resto del Paese, è in crescita e i dati giorno dopo giorno si alzano. I 68 nuovi casi sono emersi dall’analisi di 2.332 tamponi: 24 riguardano il Teramano, venti la provincia dell’Aquila, undici il Pescarese e otto il Chietino, mentre per cinque sono in corso verifiche sulla provenienza. Tra le località con più contagi recenti, stando al report della Regione, vi sono L’Aquila (8), Avezzano (5), Colonnella (5), Teramo (4), Pescara (3) e Torricella Sicura (3). Casi anche a Spoltore, Montesilvano, Castel di Sangro, Sant’Egidio alla Vibrata e in molti altri comuni, dalla costa all’entroterra.
ANCORA UN MORTO. Si registra anche un decesso recente, una 97enne di Avezzano, che fa salire il bilancio delle vittime a 486. Gli attualmente positivi, 54 più di mercoledì, sono 1.152. Aumentano le persone ricoverate in ospedale: 90 pazienti (+2) sono ricoverati in terapia non intensiva e sette (+1) in terapia intensiva. Gli altri 1.055 (+51) sono in isolamento domiciliare. I guariti sono 3.145 (+13).
BIMBI POSITIVI. Tra i nuovi casi, la paziente più giovane è una bimba di tre anni del Chietino, mentre la più anziana è una 93enne della provincia di Teramo. I positivi con meno di 19 anni, e quindi in età scolare, sono nove: due sono di Pescara, due della provincia di Chieti e cinque della provincia di Teramo. Da Pescara ad Avezzano, da Vasto a Torre de’ Passeri sono sempre di più gli studenti e i docenti in isolamento fiduciario dopo che è stata accertata la positività di un allievo in aula. Al momento, sottolineano gli addetti ai lavori, si tratta di casi cosiddetti “sporadici” e non di focolai. A Bellante è risultata positiva un’insegnante di terza elementare della scuola primaria: per l’intera classe e per tutti i contatti della docente è scattato l’isolamento fiduciario in attesa dei tamponi, di cui la Asl si sta occupando. A Fossacesia una bimba della scuola materna è risultata positiva e il sindaco, Enrico Di Giuseppantonio, ha disposto la chiusura dell’istituto, oggi, per consentire la sanificazione. La scuola riaprirà lunedì.
CASI ALL’UNIVERSITÀ. All’Aquila sono risultati positivi al virus tre studenti universitari che hanno frequentato nei giorni 5 e 6 ottobre il polo di Roio e il blocco 11 di Coppito. In base al protocollo per il contrasto alla diffusione del coronavirus, sono state sospese le lezioni in presenza programmate per i giorni successivi nelle aule interessate e sono state avviate le procedure di sanificazione. Le lezioni sospese verranno garantite comunque online. I nominativi dei contatti presenti in aula sono stati comunicati alle autorità competenti ai fini dell’indagine epidemiologica. Sempre a L’Aquila un pub ed un ristorante pizzeria hanno chiuso al pubblico dopo che sono state accertate positività al Covid-19.
NAS IN OSPEDALE. Grande attenzione anche sugli ospedali, anello debole nella fase primaverile della pandemia. Nonostante i rigidi protocolli attuali, infatti, desta preoccupazione il focolaio che si è creato al San Pio di Vasto, dove un’anziana ricoverata in Ortopedia, negativa al test rapido e solo successivamente risultata positiva al tampone tradizionale, ha contagiato una quindicina di persone tra operatori e pazienti. Alla luce dell’accaduto, al San Pio c’è stata un’ispezione dei carabinieri del Nas. Il controllo era finalizzato a ricostruire la catena dei contagi – aspetto su cui è in corso anche l’indagine epidemiologica dell’Asl – e a verificare attentamente il rispetto dei protocolli anticovid nel reparto e nell’intera struttura. Casi tra il personale sanitario anche al Renzetti di Lanciano. L’azienda sanitaria si sta occupando di tutti gli accertamenti del caso.
«MOMENTO CRUCIALE». Nell'analizzare gli ultimi dati, il direttore delle Malattie infettive di Pescara, Giustino Parruti, accoglie favorevolmente il provvedimento che impone la mascherina all’aperto, «misura che aspettavamo con ansia. Può sembrare una costrizione», osserva l’esperto, «ma in realtà è libertà. Libertà di non essere esposti se ci troviamo di fronte ad un portatore. Il non portare la mascherina fa aumentare il rischio di trasmissione in una maniera inammissibile. È un momento cruciale e l’uso della mascherina è indispensabile».
SITUAZIONE CONTROLLABILE. Sottolineando che il trend attuale è frutto «dei microfocolai estivi e del mancato rispetto delle regole di prevenzione, che hanno generato focolai di disseminazione», l’infettivologo afferma che «la crescita è ancora in buona misura controllabile. Ma bisogna usare le mascherine nella vita pubblica e privata. In giro c’è un elevato numero di asintomatici e diffusori. Se non ci difendiamo con le mascherine ci sarà una crescita esponenziale. È indispensabile comportarsi in modo corretto anche a casa». Parruti lancia quindi un appello ai cittadini: «Se la situazione è contenibile, gli strumenti primari sono il distanziamento e le mascherine, sempre e ovunque».