Abruzzo, 9mila posti in più ma crescono i disoccupati

2 Settembre 2015

Aumentano le persone in cerca di lavoro, segno di vitalità del mercato Bene l’industria che si avvicina ai livelli pre-crisi, soffrono i servizi

ROMA. Ansia e trepidazione, gioia e frustrazione: è passata come un giro di roulette la “notte della mail” per i circa 16mila insegnanti precari coinvolti nella prima fase nazionale del piano d’assunzione della legge 107. Col timore di essere sbattuti da Palermo a Sondrio o, perché no, da Firenze a Trieste, se la pallina si ferma sul numero sbagliato. O con il sogno di ottenere una cattedra stabile dopo anni di precariato nelle graduatorie ad esaurimento, se il colore pescato, invece, è quello giusto.

Da mezzanotte e un minuto, infatti, si è messo in moto il cervellotico algoritmo del Miur, che ha cominciato ad assegnare le prime destinazioni in base al punteggio e alle preferenze provinciali. Si potrà accettare o declinare l’invito entro le 24 dell’11 settembre, ma il rifiuto di una destinazione comporterà la rinuncia all’assunzione.

Il ministro Giannini, in un’intervista al Corriere della Sera, ha stigmatizzato l’utilizzo del termine “deportazione” dei precari ed ha invitato ad usare la parola «giusta, ovvero assunzione a tempo indeterminato ad un pubblico impiego». Sottolineando, inoltre, che saranno il 10, massimo il 15% dei 102mila a ricevere una proposta lontano dalla provincia di appartenenza. «La stima è quella lì» commenta Domenico Pantaleo della Flc Cgil, ricordando però che «saranno 15mila come minimo» i trasferiti. I numeri non cambiano, ma è il modo di comunicarli che fa la differenza.

Già perché se il parametro di riferimento invece che le 102mila assunzioni previste, diventano le 71mila domande inviate al cervellone del Miur per le fasi B e C, il numero dei docenti costretti al trasferimento sale a 1 su 5, come sottolinea l’Anief.

Il sindacato guidato dal presidente Marcello Pacifico denuncia inoltre che, per mancanza di aspiranti alle sul sostegno e matematica alle medie, resteranno scoperti circa un terzo dei 16mila posti di questa fase. «Sono assunzioni che gridano vendetta» scrive l’Anief, perché escludono gli abilitati del Tfa: oltre 12mila sul sostegno e quasi 3mila su matematica. Pacifico critica anche l’algoritmo usato e annuncia ricorsi: «La prima grave incongruenza è che il Miur ha rispolverato il meccanismo, già pluribocciato dai giudici della Consulta, delle collocazioni coda: solo la prima provincia di preferenza del precario aspirante al ruolo viene infatti considerata dal cervellone elettronico come utile all’inserimento a pettine; in tutte le altre 99 province, a seguire, i candidati al ruolo vengono relegati in fondo alle graduatorie, anche se hanno 100 o 200 punti in più. E questo è assurdo».

Nel frattempo la prima campanella è alle porte e le polemiche non accennano a placarsi. L’Associazione nazionale dei presidi ha invitato i sindacati ha evitare «inutili tensioni» accusandoli di aver invitato gli operatori della scuola «a comportamenti di aperto boicottaggio della legge 107». «È un comunicato delirante - ha commentato Pantaleo - I problemi per la legge verranno dai ricorsi che stanno partendo ovunque: 1.900 diplomati magistrali sono stati inseriti nelle Gae, ma ci saranno contenziosi sull’infanzia, sulle graduatorie di seconda fascia e sui Tfa. C’è poi la questione dei 1.700 istituti senza preside e del mancato esonero dei vicari. L’anno scolastico non inizierà sotto i migliori auspici».

©RIPRODUZIONE RISERVATA